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Consulenti lavoro, in 2° trimestre nelle Marche occupazione 'tiene'

I professionisti, mercato lavoro in posizione migliore rispetto a regioni Centro Italia

DATI
Consulenti lavoro, in 2° trimestre nelle Marche occupazione 'tiene'

Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro

Dai dati elaborati dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro per il 2° trimestre 2016, il mercato del lavoro marchigiano si colloca in una posizione migliore rispetto alle regioni del Centro Italia con un tasso di occupazione pari al 63,2%, un tasso disoccupazione del 9,9% e una quota di persone che non lavorano e non cercano un’occupazione ferma al 29,9%. La modesta crescita degli occupati (+0,8%) è determinata soprattutto dalla componente femminile e degli adulti (giovani e over 50 diminuiscono) e dei residenti delle province di Fermo, Ancona e Macerata.


Però, nonostante i molteplici segnali positivi che confermano un mercato del lavoro meno problematico rispetto ad altre regioni italiane, i dati inerenti il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate, ovvero quelle concesse alle aziende in condizioni di grave crisi o prossime al fallimento, lasciano presagire nel lungo termine segnali non buoni ed evidenti contrazioni sui dati occupazionali.

Secondo i consulenti del lavoro, funzionano le misure per favorire l’occupazione tra i più giovani: la quota di lavoratori attivati tra i 15 e i 24 anni (20%) è infatti tra le più alte d’Italia, nonostante la domanda di lavoro sia prevalentemente rivolta a mansioni medio basse o con funzioni manuali. Il tirocinio è infatti considerato un valido canale d’ingresso nel mercato del lavoro: oltre l’8% delle persone residenti nelle cinque province marchigiane ha trovato l’attuale occupazione attraverso questa tipologia contrattuale.

Anche il fenomeno dei 'Neet' nelle cinque province è marginale, pari al 15,4% della popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni. L’analisi conferma la prevalenza della domanda di figure - sia per gli uomini che per le donne - poco o non qualificate, in gran parte legate alle attività turistiche e al settore calzaturiero. Si tratta dei due settori che maggiormente trainano la domanda di lavoro nelle Marche. Modesta è, invece, la domanda di figure altamente qualificate.

Nei primi otto mesi del 2016, le ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria sono aumentate di oltre il 48% del totale. Analizzandole per comparto economico, si possono individuare i settori maggiormente colpiti dalla crisi nella regione. Al primo posto troviamo le ore autorizzate per le aziende del settore commercio (+400 mila ore pari a +118,4%), ma anche quelle del vasto comparto industriale, che rappresenta il 91% di tutte le ore autorizzate, che cresce del +49,5% (pari a +3,5 milioni di ore).

L’incremento maggiore si registra nella provincia di Ancona (+2,3 milioni di ore, pari a + 62,3%) dovuto alla crescita significativa delle ore autorizzate nel settore industriale (+78,2%) e del commercio (+25,2%). Il secondo maggiore aumento in termini assoluti si registra presso le Pagina 2 di 2 unità produttive di Ascoli Piceno (+1,1 milioni di ore, pari al +86%), a causa di un aumento delle ore autorizzate in tutti i settori ma, in particolar modo, nell’industria (+84,2%) nel settore delle aziende del calzaturiero (+800 mila ore) e meccaniche. Segue la provincia di Pesaro-Urbino (+200 mila ore pari a +20,5%) con una fortissima crescita nel settore dell’edilizia e del commercio. Ultima provincia per aumento delle ore autorizzate di cigs è Macerata (+100 mila ore, pari a 5,7%) dove la crescita si osserva solo nel settore industriale (+10,9%) e, in particolar modo, per le aziende meccaniche e dell’abbigliamento.



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