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Epatite B: chi è a rischio di contrarre il virus HBV

27 ottobre 2015 | 00.45
LETTURA: 5 minuti

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L’epatite B è una malattia del fegato causata dal HBV. Il virus viene trasmesso attraverso fluidi corporei quali sangue, liquido seminale e secrezioni vaginali. Quindi le cause più frequenti di contagio da parte del virus HBV sono:

• rapporti sessuali (anali, orali o vaginali) non protetti con partner infetto o ad elevata promiscuità (partner multipli);

• utilizzo promiscuo di aghi e siringhe infette non monouso;

• condivisione di rasoi e spazzolini da denti o forbici da unghie con persone infette;

• condivisione di siringhe che dovrebbero essere monouso.

• piercing e tatuaggi con materiali non sterili.

L’epatite B può inoltre essere trasmessa dalla madre al nascituro nel periodo perinatale, ma la vaccinazione del nascituro con somministrazione di gammaglobuline iperimmuni previene l’infezione nel 95% dei casi.

Quanto dura l’infezione da epatite B?

La storia naturale dell'infezione da HBV varia a seconda dell'età in cui si acquisisce l'infezione.

Più del 90% delle persone infettate da HBV sono in grado di eliminare il virus in sei mesi. In questo caso il virus HBV ha quindi determinato una infezione acuta che tuttavia non è suscettibile di cronicizzazione. Il restante 10% circa di persone contagiate non è in grado di debellare completamente il virus e va incontro quindi ad una epatite a lungo termine o cronica. Per le infezioni acquisite in età infantile le proporzioni sono invertite con un rischio di quasi il 90% di cronicizzazione. L'evoluzione cronica di tale malattia può portare a serie complicanze come la fibrosi, la cirrosi, l’insufficienza epatica e il tumore del fegato.

Quali sono i sintomi?

La maggior parte delle persone con epatite B, sia nella forma acuta che in quella cronica, sono asintomatici. Nel caso di una epatite B sintomatica si può avere una serie di sintomi poco specifici come debolezza, febbre, perdita di appetito, nausea, dolore muscolare, dolore addominale. Il quadro di epatite diventa più chiaro se si presentaittero (cioè un colorito giallastro della cute e delle sclere oculari).

Come si fa la diagnosi?

L’epatite B viene diagnosticata con un prelievo sanguigno e relativo test, che però deve essere specificamente richiesto in quanto i comuni esami del sangue, spesso prescritti dal medico curante in caso di sintomi aspecifici come quelli sopra descritti, non permettono di riconoscere il problema. Ai donatori di sangue il test viene eseguito regolarmente e obbligatoriamente, escludendo dall'elenco dei donatori coloro che hanno la malattia in fase acuta o che l'hanno contratta in passato.

Chi è a rischio di contrarre l’epatite B?

Chiunque è stato esposto al sangue o fluidi corporei di persone infette è a rischio di avere contratto l’epatite B. La malattia è talvolta cronica nelle persone che provengono da quelle aree del mondo in cui il virus HBV è endemico come Centro e Sud-est asiatico, Africa, Est Europa. Come accennato in precedenza, a causa della possibile trasmissione da madre a figlio durante il parto, anche i bambini immigrati da tali aree possono aver contratto l’infezione alla nascita o da alcuni familiari nell’ambiente domestico.

Potresti essere a rischio di aver contratto l’epatite B:

• se sei stato esposto a sangue o secrezioni corporee in ambiente lavorativo, come i lavoratori in pronto intervento, i vigili del fuoco, gli impresari di pompe funebri, gli imbalsamatori, gli agenti di polizia o il personale sanitario;

• se hai fatto utilizzo, anche occasionale, di droghe intravenose;

• se sei emofilico di lunga data, a causa delle trasfusioni;

• se sei in terapia emodialitica a lungo termine;

• se lavori o sei paziente in strutture sanitarie a lungo termine;

• se lavori in carcere o sei un detenuto;

• se hai avuto rapporti sessuali non protetti con partner a rischio;

• se ti sei fatto/a fare tatuaggi o piercing con aghi non sterili;

• se convivi e scambi oggetti personali con persone infette;

• se hai soggiornato in paesi dove l’epatite B è diffusa e non hai fatto attenzione all'igiene.

Come trattare l’HBV?

Non si utilizza alcuna terapia nella forma acuta dell’epatite B in quanto di solito la malattia è autolimitante. Se ti viene diagnosticata l’epatite B acuta dovresti seguire periodici controlli del sangue per stabilire l'andamento della tua risposta immunitaria al virus HBV. Dopo aver sviluppato gli anticorpi contro il virus, dovresti essere protetto a vita dall’infezione.

Se hai l’epatite B in fase acuta dovresti ridurre l’attività quotidiana ed evitare sforzi fisici. Inoltre è opportuno seguire una dieta bilanciata abbondante di liquidi. Evita l'alcol e concorda con il medico l'assunzione di ogni tipo di farmaco, anche da banco, in quanto la capacità metabolica del fegato, durante l’epatite acuta, è ridotta. Lo stesso vale anche per i prodotti di erboristeria.

Si raccomanda a tutti coloro che hanno l’epatite B di avvisare il proprio medico e dentista.

Le persone affette da epatite B cronica potrebbero aver bisogno di trattamenti antivirali per sopprimere il virus e prevenire ulteriori danni al fegato.

Per tale motivo chi ha l’epatite B cronica accertata dovrebbe periodicamente eseguire esami del sangue e valutare tanto la proliferazione del virus quanto la funzionalità epatica, per poter decidere se occorre un trattamento antivirale.

Qual è il miglior modo di prevenire l’epatite B?

L'epatite B si previene con la vaccinazione, che conferisce un’immunità a lungo termine.

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