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Libia, cugino Gheddafi: "Candidati proposti da Leon non saranno in grado di governare"

12 ottobre 2015 | 12.40
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(Xinhua)

I candidati proposti dall'inviato Onu per la Libia, Bernardino Leon, alla leadership di un governo di unità nazionale "non saranno in grado di adempiere a questo compito eccezionale". E' quanto dichiara ad Aki-Adnkronos International Ahmad Gheddaf al-Dam, cugino dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, deposto e poi ucciso nel 2011.

A commento dell'annuncio dato venerdì da Leon di colui che sarà il candidato premier, ossia Fayez Sarraj della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, e dei suoi tre vice, Gheddaf al-Dam sottolinea che una decisione del genere "implica il consenso di tutti i libici e di coloro che non erano presenti a Skhirat" in Marocco, dove si è svolto l'ultimo round di dialogo.

"Non si può creare un governo con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu", che vuole solo "sbarazzarsi della responsabilità di un crimine commesso per sua decisione", ha denunciato Ghaddef al-Dam, riferendosi all'avallo dei raid aerei sulla Libia nel 2011. "Noi - ha aggiunto il cugino del colonnello, esule in Egitto da quattro anni - siamo disposti a lavorare per la Libia con tutti i partner e creare un clima privo di odio che permetta a un governo neutrale di ripristinare lo Stato e curare le ferite della nazione".

"I libici rifiuteranno un regime di protettorato e l'imposizione di uno status quo", conclude Gheddaf al-Dam, per il quale "si tratta di un passo nella direzione sbagliata e dalle conseguenze negative per la stabilità della Libia".

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