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Libri: 'Bizzarrie della Provvidenza', Erri De Luca racconta i profeti

26 marzo 2014 | 12.30
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Voci e storie da cogliere sui sentieri dell'umano. C'è un senso da scoprire anche nella 'Posa dell'ultima pietra' della Torre di Babele. Quella costruzione raggiunge la sommità, ma non i cieli: ''La strepitosa fabbrica, la più folle edilizia, ha fatto fiasco. I cieli non sono alla portata. Però che bell'effetto secondario: l'umanità dimentica di guerra, a radunare pietre invece di scagliarle''. Sono i versi di Erri De Luca in 'Bizzarrie della Provvidenza', da oggi in libreria, edito da Einaudi. Un viaggio nel cuore dei 'Nebiim, i profeti. Quegli uomini saggi e visionari, metà santi e metà eretici, che camminano tra altari e sorgenti, seguendo il sole, ''compagno anarchico del mondo''.

''Nella storia sacra -spiega De Luca all'Adnkronos- la divinità manda allo sbaraglio i suoi portavoce, li scaraventa a palla persa in mezzo a nemici e forze soverchianti. Si veda ad esempio la famosa frase 'Una voce chiama: nel deserto aprite una pista per Iod/Dio'. Non in un bel centro abitato -rimarca lo scrittore- ma negli spazi desolati e ostili va inaugurata la novità del monoteismo. Nella storia sacra ci sono continui esempi di estremismo della volontà che io chiamo affettuosamente, da non credente, le 'bizzarrie' della provvidenza".

In effetti la bizzarria si scosta dalla consuetudine. L'imbizzarrito, sottolinea lo scrittore napoletano ''è uno sconosciuto capitato per sbaglio a una festa di nozze. Così furono i profeti della scrittura sacra''. In queste pagine De Luca parla di vocazioni, racconta una serie di personaggi biblici, da Noè fino a Gesù, che hanno ricevuto chiamate a cui non hanno potuto non rispondere, a costo di passare per strambi o mezzi pazzi. (segue)

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