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Libri; Marcello Cambi: 'Diario scritto con il lapis'

30 luglio 2021 | 11.39
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"Chi sono? Un omino che non sa nemmeno fare il nodo alla cravatta, ma che la indossa sempre; che parla le lingue straniere come faceva il comico Carlo Dapporto nelle sue gag; che ora, soltanto ora, proprio qui, rivela la propria età tenuta nascosta per gioco tutta la vita. Mi dispiace che il libro, scritto solo per essere presentato in una cerimonia da inventare, non possa far sorridere tanti amici scomparsi: sacerdoti, giocatori di carte, capi camerieri delle mie adorate trattorie". Marcello Cambi, nato a Firenze il 28 agosto 1935, giornalista professionista dal 1968, si presenta così nel suo libro di memorie "Dario scritto con il lapis" (Ledizioni, 2021, 132 pagine, 19,90 €).

Le pagine che Cambi ha scritto sono costituite dalla descrizione di fasi della sua vita, degli incontri e delle amicizie che ha realizzato. Si tratta quindi di un diario quasi intimo, ma che coinvolge molte persone; un diario semplice, che sembra scritto con il lapis (il titolo è ispirato a "Poesie scritte col lapis" di Marino Moretti).

La prima parte ha come sottotitolo "Ricordi di scuola": Cambi inizia il cammino dai banchi del liceo per ricordare alcune figure incontrate in quegli anni e per rievocare il periodo della guerra vissuto da ragazzo. Quindi, una lunga descrizione per dire e spiegare "chi sono", quali sono i suoi valori, il significato che dà all'amicizia, che coltiva tuttora "come se fosse (e lo è) la mia forza". Non a caso l'ultima parte, la più ampia, ha come sottotitolo "Gli amici siamo noi" e comprende 35 racconti, non lunghi, salvo tre. Alcuni hanno incontrato sui social il favore dei lettori, che poi sono gli amici di Cambi, il tema fisso. L'autore si soffermo anche su alcuni personaggi (Bartali, Fellini, Gianni Agnelli, Sergio Lepri, Dino Risi, Fabrizio Frizzi, Pippo Baudo).

Cambi conclude con alcune testimonianze di personalità e di giornalisti con cui ha lavorato. "Emergono apprezzamenti ai quali, di proposito, non rinuncio. Sono frasi che tutti al mondo sognano di sentirsi dire", commenta l'autore.

Marcello Cambi ha iniziato l’attività di giornalista nel 1960 come corrispondente da Firenze del Corriere dello Sport e come operatore del Telegiornale della Rai. Assunto dall’Ansa a Milano nel 1965 e trasferito alla sede centrale di Roma l’anno successivo, è stato nominato capo servizio nella redazione interni e capo redattore nel 1980. Ha diretto il servizio fotografico dell’Ansa per 17 anni, dal 1976 al 1993. È stato capo dell'ufficio stampa del Senato negli anni 1979-80 durante la presidenza di Amintore Fanfani. Responsabile della comunicazione del Concorso Miss Italia dal 1988, ha curato l'informazione di alcune manifestazioni.

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