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Mafia: testimoni giustizia, legge assunzione nella PA è rimasta al palo

26 marzo 2015 | 09.37
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"Più che una realtà concreta è un modello di assoluta inadeguatezza. La legge che prevede l'assunzione dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione è rimasta al palo e le Istituzioni tacciono. Manca una legge che prevede la confisca dei beni ai corrotti e le Istituzioni tacciono, ci sono leggi che affermano il principio vergognoso che in materia di lotta alle mafie si può essere vittima di serie A, B e C e le istituzioni tacciono, gli imprenditori ed i commercianti che denunciano finiscono con il chiudere le aziende, morire politicamente, socialmente ed economicamente e le Istituzioni tacciono". E' la denuncia dell'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia. Il Presidente Ignazio Cutrò si riferisce, in particolare, al convegno su "Il contrasto delle mafie nella dimensione parlamentare, regionale e locale". "Il modello italiano di lotta alle mafie è un modello "stanco e surreale", fatto di pacche sulle spalle e di seminari autoreferenziali, dove si annunciano promesse poi puntualmente smentiti dalla realtà concreta - dice - Il modello italiano è davvero un brand da esportare in Europa e nel mondo? Forse c'è bisogno di più coerenza e dignità da parte delle nostre istituzioni parlamentari, regionali e locali e soprattutto, di lealtà nei confronti dei cittadini onesti rimasti, oramai, orfani di "genitori viventi"".

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