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In lockdown boom condivisioni utenze digitali, ma non solo Netflix: anche antivirus e app lavoro

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In lockdown boom condivisioni utenze digitali, ma non solo Netflix: anche antivirus e app lavoro

(foto Together Price)

Con la pandemia, soprattutto nel periodo del lockdown, in Italia c'è stato un boom delle condivisioni degli abbonamenti digitali. Se questo genere di comportamento è abbastanza diffuso per quanto riguarda le piattaforme con Netflix, Disney+ o Prime Video, balza all'occhio come gli italiani si siano ingegnati, trasformando le proprie abitudini, per sfruttare di più la condivisione di applicazioni per uso lavorativo o per la sicurezza, come gli antivirus.


Partendo più in generale dalle condivisioni degli account, la piattaforma che automatizza la divisione dei costi degli abbonamenti digitali 'Together Price' ha registrato un balzo dell'88% dei nuovi iscritti a marzo su febbraio, cioè in pieno lockdown, raggiungendo proprio in questi giorni la ragguardevole cifra di 1 milione di iscritti. La media di crescita mensile dall'inizio dello stop totale fino a giugno 2020 ha visto un aumento del 63%. Finita l'emergenza e con l'arrivo dell'estate, i valori sono poi tornati alla normalità, testimonianza del fatto che è stato l'obbligo di rimanere a casa a spingere l'utenza a trovare modi per risparmiare per utilizzare i servizi preferiti.

Quanto ai servizi condivisi, oltre a quelli specializzati in film e serie tv in streaming, la piattaforma ha registrato un forte incremento per gli antivirus per Android e questo a causa della comparsa di un malware dal nome poco originale in questo periodo, 'Covid-19', che attaccava gli smartphone di chi si collegava a uno specifico sito web per monitorare l’andamento dei contagi. A crescere molto anche i tool per professionisti, soprattutto con l'avvio del lavoro da casa. Uno su tutti, evidenzia 'Together Price' è Jungle Scout. Conosciuto dai venditori di Amazon, è il tool che permette di monitorare i trend su Amazon per intercettare nuove opportunità di vendita.

"I motivi alla base della nostra crescita sono sicuramente due. Uno è il fattore economico, perché le persone hanno avuto bisogno di intrattenersi con più abbonamenti e, per non spendere una fortuna in un momento di depressione economica, hanno condiviso i costi in gruppo per risparmiare", spiega all'Adnkronos Sabrina Taddei, cmo e cofondatore di 'Together Price'.

"Il fattore determinante è stato però il distanziamento. Tra febbraio e aprile - afferma - si è registrato un vero e proprio esodo di tutti quei lavoratori e studenti fuori sede che, potendo lavorare e seguire le lezioni da casa, sono tornati per qualche mese nel proprio luogo d’origine. Questi utenti erano quelli che già condividevano le spese per l’affitto o per gli abbonamenti con i propri coinquilini, ma lo facevano manualmente. Distanti, a causa del lockdown, hanno avuto bisogno di un sistema per automatizzare la raccolta delle quote fra più persone e tenere traccia di tutti i pagamenti", dice ancora Taddei.

"Il dato positivo che abbiamo riscontrato è che questi utenti una volta rientrati nelle loro case non hanno abbandonato 'Together Price'. Il 96% di loro continua infatti ad utilizzare il servizio. Abbiamo intervistato un campione di questi utilizzatori e abbiamo scoperto che quello che apprezzano è proprio il fatto che una volta formato il gruppo, possono affidarsi completamente al servizio che raccoglie per loro i soldi ad ogni scadenza, ma soprattutto tiene traccia e fornisce un archivio di tutti i pagamenti. Proprio per rispondere a questo specifico target di utenti abbiamo deciso di introdurre su 'Together Price' a stretto giro la condivisione delle bollette per le utenze", conclude.



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