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Malagò: "Simulare è sbagliato ma non peggio dei buu razzisti"

25 settembre 2019 | 13.25
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(Afp)

"Nel mondo dello sport e, nel caso specifico del calcio, ognuno deve fare la propria parte. Se un giocatore si butta in area e fa finta di niente sbaglia: non dico che questo comportamento sia peggiore di chi fa cori razzisti, ma ogni attore protagonista deve fare la sua parte nel modo eticamente migliore". Lo dice il presidente del Coni Giovanni Malagò precisando il suo pensiero sul problema del razzismo nel calcio dopo l'intervento a Radio24.

"Uno degli elementi che porta alcuni tifosi a esprimersi in modo sbagliato, becero, volgare, villano e con atteggiamenti razzisti è la mancanza di credibilità del sistema -sottolinea il numero uno dello sport italiano a margine della presentazione del progetto ‘Safeguarding Policy’ della Federscherma al Foro Italico-. La credibilità è fatta da tutti gli attori protagonisti: i dirigenti, gli allenatori, i giocatori, gli atleti e anche i media. Se un dirigente si vende una partita fa danni incalcolabili perché toglie credibilità al sistema. Se un giornalista dà voce a una cosa palesemente falsa alimenta un certo tipo di ragionamenti che creano problemi. Se un allenatore non si comporta bene sbaglia, così come sbaglia un giocatore che simula. Non dico che c’è una cosa peggiore dei buu razzisti, ma solo che ognuno deve fare la sua parte nel modo eticamente migliore".

"Nessuna polemica, ho solo detto che quando i tifosi fanno cose sbagliate tipo ululati e buu razzisti fanno un danno enorme al calcio, così come le altre componenti a tutti i livelli", aggiunge Malagò lasciando la sede del Miur dopo l'incontro con il ministro Lorenzo Fioramonti. "Il comportamento etico arriva anche al calciatore. Questo perché tutti i protagonisti, nessuno escluso, più sono credibili e più mettiamo il tifoso in condizione di non avere alibi, non ci sono altre interpretazioni".

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