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Fisco: Manageritalia, su detrazioni a 'ricchi' troppe false verità

09 febbraio 2017 | 14.30
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"Nel 2015 le detrazioni d’imposta spettanti ai lavoratori dipendenti sono state pari a 37,3 miliardi di euro. Il 99,7% di questo importo (37,2 miliardi) è stato assorbito dalle prime cinque detrazioni d’imposta che sono: redditi da lavoro (pari a 22,3 miliardi di euro); carichi di famiglia (9 miliardi); erogazioni liberali (3,1 miliardi); ristrutturazioni edilizie e interventi antisismici (2,1 miliardi); risparmio energetico (0,7 miliardi). Di questi 37,2 miliardi di euro il 50,6% è andato ai redditi sino a 20mila euro, il 41% a quelli tra 20 e 40mila euro. A chi sta sopra i 60mila euro è andato solo il 3%". Così Manageritalia riassume i risultati di una ricerca commissionata a Nicola Quirino, docente di Finanza pubblica all’Università Luiss e all’Accademia della Guardia di Finanza, sulle detrazioni fiscali.

Una ricerca commissionata da Manageritalia perchè "conscia delle situazioni di disagio che riguardano tantissimi italiani, ma anche del facile e ricorrente vizio di accanirsi sui supposti 'ricchi' con false verità".

L'associazione dei dirigenti si riferisce ai "risultati di una ricerca Cisl", secondo cui "l'attuale sistema di detrazioni fiscali favorisce i contribuenti e le famiglie a reddito medio o alto: tra i 70 e i 75mila euro", riporta Manageritalia. Dall'analisi commissionata a Quirino, invece, "esce una smentita, una contro verità che è la realtà dei fatti", afferma la nota Manageritalia.

Nel dettaglio, spiega Manageritalia, "il 99% dell’importo complessivo delle detrazioni per redditi da lavoro, che si riducono drasticamente all’aumentare del reddito, spetta ai redditi fino a 40mila euro". Per Manageritalia, "il 93% (8,3 degli 8,4 miliardi totali) delle detrazioni per carichi di famiglia spetta a chi ha redditi fino a 40mila euro, chi ha redditi sotto i 20mila euro prende il 44% (4miliardi)". "Naturale poi - prosegue - che percentualmente giovani e donne ne fruiscano meno, ma qui il reddito non c’entra nulla, centrano la fase del ciclo di vita, la situazione lavorativa ecc. Anzi, potremmo dire che tante famiglie sopra i 40mila euro di reddito, per nulla ricche, che devono mantenere, ancor più nell’Italia di oggi, giovani e anziani, sono escluse".

Insomma, "le detrazioni sopra considerate che, insieme a quelle per spese sanitarie, che pesano ormai pochissimo, sono più direttamente legate a un discorso di redistribuzione della ricchezza, confermano e rafforzano la loro effettiva destinazione alle fasce più basse di reddito (sotto i 40mila euro)", sostiene l'associazione dei dirigenti e manager, sottolinea.

Crescenti all’aumentare del reddito risultano invece le detrazioni per erogazioni liberali (Onlus, enti di ricerca, organizzazioni di volontariato, istituzioni religiose e culturali, Ong, popolazioni colpite da calamità naturali ecc.) e per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico (ma di queste ultime circa il 60% va ai redditi fino a 40mila euro).

Nel dettaglio, spiega Manageritalia, "il 99% dell’importo complessivo delle detrazioni per redditi da lavoro, che si riducono drasticamente all’aumentare del reddito, spetta ai redditi fino a 40mila euro". Per Manageritalia, "il 93% (8,3 degli 8,4 miliardi totali) delle detrazioni per carichi di famiglia spetta a chi ha redditi fino a 40mila euro, chi ha redditi sotto i 20mila euro prende il 44% (4miliardi)". "Naturale poi - prosegue - che percentualmente giovani e donne ne fruiscano meno, ma qui il reddito non c’entra nulla, centrano la fase del ciclo di vita, la situazione lavorativa ecc. Anzi, potremmo dire che tante famiglie sopra i 40mila euro di reddito, per nulla ricche, che devono mantenere, ancor più nell’Italia di oggi, giovani e anziani, sono escluse".

Insomma, "le detrazioni sopra considerate che, insieme a quelle per spese sanitarie, che pesano ormai pochissimo, sono più direttamente legate a un discorso di redistribuzione della ricchezza, confermano e rafforzano la loro effettiva destinazione alle fasce più basse di reddito (sotto i 40mila euro)", sostiene l'associazione dei dirigenti e manager, sottolinea.

Crescenti all’aumentare del reddito risultano invece le detrazioni per erogazioni liberali (Onlus, enti di ricerca, organizzazioni di volontariato, istituzioni religiose e culturali, Ong, popolazioni colpite da calamità naturali ecc.) e per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico (ma di queste ultime circa il 60% va ai redditi fino a 40mila euro).

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