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Biennale: Marco Rizzo, Marx ha sedotto anche i radical chic

06 maggio 2015 | 20.06
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Per il segretario del Pc "lo si depotenzia guardandolo dal punto di vista artistico, filosofico, analitico, ma non rivoluzionario", insomma "si scelgono i suoi aspetti meno 'pericolosi'"

"La prepotenza dell'attualità di Marx seduce anche la Venezia radical chic". Questo il giudizio del comunista doc Marco Rizzo, segretario generale del Pc, sulla 'centralità' di Marx nella Biennale di Venezia, a partire dalla lettura ininterrotta di 'Das Kapital'. Di Marx Rizzo può parlare nella doppia veste di comunista e di artista, dato che è anche pittore e fra i quadri esposti di recente a Roma a sostegno della Fondazione 'Insieme contro il cancro' ha proposto un ritratto proprio di Karl Marx: "Il ritorno a Marx e alle sue teorie per spiegare quanto sta accadendo non è certo una questione di questi giorni, la riflessione in materia è globale, ad esempio sulla 'caduta tendenziale del saggio di profitto' come spiegazione del percorso che comprime piccole imprese, piccoli commercianti, piccoli istituti di credito a favore di realtà sempre più grandi, fino ad arrivare a un 'padrone' unico del mondo".

Tanta attenzione alle teorie marxiste nasconde però una dimenticanza grave, alla Biennale come altrove: "Bisognerebbe ricordare che Marx era prima di tutto un rivoluzionario, i suoi strumenti di analisi si affiancavano alla volontà di cambiamento radicale della società capitalististica. Oggi invece Marx è vissuto come attuale dal punto di vista artistico, analitico ma non politico, si scelgono i suoi aspetti meno 'pericolosi'".

Insomma un Marx 'estetico' che, per Rizzo, rientra in una nuova modalità operativa del capitalismo, un "capitalismo profondamente in crisi che se prima organizzava il consenso, con i relativi costi, adesso, con il restringersi dei margini, organizza il dissenso: nel senso ad esempio di Podemos in Spagna, Syriza in Grecia o l'M5s in Italia. Si convogliano energie, passione, volontà di protesta in aree che non puntano, dichiaratamente, a un cambiamento radicale della società. Per Marx è lo stesso, lo si depotenzia guardandolo dal punto di vista artistico, filosofico, analitico, ma non rivoluzionario".

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