cerca CERCA
Domenica 27 Novembre 2022
Aggiornato: 18:53
Temi caldi

ANNATE DIFFICILI

Martin Foradori Hofstätter, “vi racconto (con l’assaggio) le annate che la stampa specializzata ha definito sfigate”

24 novembre 2022 | 09.30
LETTURA: 3 minuti

Dati analitici storici delle vendemmie del passato, annotati dal 1965, mostrano come annate quali 1992, 2002, 2003, siano state tutt’altro che difficili. Gli assaggi confermano.

alternate text

Il tradizionale Salotto su Milano di Martin Foradori Hofstätter ha presentato ancora una volta un tema di assoluta attualità: le annate difficili, quelle per cui la critica di settore ha espresso anzitempo tesi e conclusioni errate, rovinando vendemmie e vini che al contrario dimostrano ancora oggi di essere frutto di annate tutt’altro che “sfigate” . Martin Foradori non vuole polemizzare, ma ritiene necessario sottolineare come i giudizi prematuri e le comparazioni fuori luogo siano deleterie per il vino, prodotto vivo la cui evoluzione nel tempo e la capacità di invecchiamento rimane sempre un’incognita.

“I confronti di questa complessa annata 2022 con la lontana 2003, ad esempio, sono completamente insensati” , sottolinea Hofstätter. Dati analitici alla mano, documentati da un suo storico conferitore che dal 1965 ha annotato precipitazioni, temperature, l’inizio del germogliamento, l’invaiatura e l’inizio della vendemmia, mostrano come le due annate siano non paragonabili. La 2022 e la precedente 2003, che la stampa specializzata ha affossato, e che oggi sostiene abbiano delle similitudini, sono al contrario evidentemente diverse.

Il germogliamento, ad esempio, che nel 2003 iniziò la quarta settimana di aprile, nel 2022 lo si registrò verso la metà di aprile; l’invaiatura fu più precoce nel 2003 rispetto al 2022, e la vendemmia (varietà Schiava) nel 2003 iniziò circa 6 giorni dopo la metà di settembre. Quest’anno è iniziata il 15 settembre. I dati più interessanti sono quelli delle temperature medie (massima e minima) di luglio, agosto, settembre. La temperatura media massima fu di 29 gradi nel 2003, nel 2022 di soli (si fa per dire) 24 gradi; la minima nel 2003 fu di 14 gradi, nel 2022 di ben 23 gradi. Si sono avvicinati gli estremi e c’è meno escursione termica. Altro dato interessante, sottolinea Hofstätter, è quello che quest’anno per la prima volta sono saltati tutti i protocolli di vendemmia. In Trentino, il Maso Michei, altitudine 823 metri, è stato vendemmiato dieci giorni prima rispetto al Gewürztraminer del Kolbenhof, a 400 metri. Inoltre, stranamente rispetto alla siccità che ci è stata, il mosto in cantina è stato davvero abbondante.

Una condizione anomala che Martin Foradori, dopo ben trenta vendemmie compiute e molti più anni di vita trascorsa in vigna fatta di ascolto, osservazione della terra, della montagna, associa per qualità ed eccellenza alla vendemmia 2021, che definisce come “un rigore senza portiere”. “Uve qualitativamente da sogno”.

Gli assaggi del Pinot Nero Villa Barthenau Vigna S. Urbano Mazzon 1992, (la sua prima vendemmia, figlia di un’annata fresca e piuttosto umida, che ha visto la vinificazione svolta con un forte impulso dato dalle tecniche sviluppate e conosciute in Oregon per quanto riguarda la macerazione a freddo) e Villa Barthenau 2002, di Kolbenhof 2003, di Oberhofer Pirchschrait 2009 definite “catastrofiche” smentiscono tutte le infauste previsioni. Dopo trent’anni il vino ha ancora forza, eleganza, quel mordente che solo l’acidità, ben presente, sa apportare. Chiude in bellezza l’annata corrente del Barthenau Roccolo 2016, ovviamente eccezionale.

“Le annate fresche sul Pinot Nero sono quelle vincenti  – afferma Martin-.  Il Pinot Nero è, e rimane acidità; la sua unica spina dorsale”.

Attenzione dunque, andiamoci piano con l’oroscopo delle vendemmie.
Adnkronos - Vendemmie

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza