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Mattarella: "Cinema parte vitale nostra comunità"

27 marzo 2019 | 12.59
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(Foto dal sito on line del Quirinale)

"Il David di Donatello è una grande festa del cinema italiano e per me è davvero gradita questa occasione di incontro nella sede istituzionale che rappresenta l'unità del Paese. Il cinema esprime cultura, industria, ricerca; è sogno, è magia. E parte vitale della nostra comunità: il suo legame con le vicende e con i cambiamenti sociali è molto più robusto di quanto taluno non riconosca". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia di presentazione, al Quirinale, dei candidati ai premi David di Donatello 2019, con il ministro dei Beni e attività culturali Alberto Bonisoli. La cerimonia ha avuto nelle vesti di presentatrice Geppy Cucciari che ha condotto l'incontro "in maniera così brillante", ha riconosciuto Mattarella.
"E' bene che la programmazione televisiva tenga conto delle produzioni italiane ed europee, garantendo loro spazi idonei per raggiungere il pubblico. Non si tratta di protezionismo, ma di assicurare la pluralità e la ricchezza delle opere, e delle matrici espressive, a fronte dei rischi omologazione che derivano dalla dimensione globale dei mercati", ha sottolineato il capo dello Stato aggiungendo: "La dimensione industriale del cinema, la sua valenza economica e produttiva, hanno grande importanza per il sistema Paese. E una dimostrazione ulteriore di quanto valga, e di quanto pesi la cultura nello sviluppo di una società moderna. Chi sostiene che la cultura non ha a che fare con l'economia, non è un vero economista".

"Abbiamo in Italia una grande storia di cinema. Ne sentiamo l'orgoglio che ci induce a rendere omaggio" ai "molti protagonisti che in questi dodici mesi ci hanno lasciato: Vittorio Taviani, Paolo Ferrari, Ermanno Olmi, Carlo Vanzina, Bernardo Bertolucci, Ennio Fantastichini, Giulio Brogi, Pino Caruso", ha ricordato Mattarella suscitando l'applauso della commossa platea nel Salone dei Corazzieri. "Certo il cinema non è solo quello degli autori più illustri - ha aggiunto -ma i maestri fanno scuola e aiutano tutti coloro che nei vari generi e con le più diverse sensibilità vogliono creare cinema è è offrire al pubblico nuovi prodotti. Non esiste un cinema di serie A e uno di serie B. I generi dialogano tra loro, si influenzano, e in questo modo consentono di sviluppare con il pubblico un confronto sempre nuovo".

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