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Arte: Michael's Gate icona della lotta del popolo Masai

20 ottobre 2016 | 16.31
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I Masai e al centro Gilberto Di Benedetto

'Michael's Gate', l'opera pittorica dell'italiano Gilberto Di Benedetto, è stata scelta dal popolo Masai come icona della lotta per preservare il loro 'spazio vitale' nella loro terra. Nonostante si tratti di donne e uomini che vivono di pastorizia sugli altipiani, al confine fra Kenya e Tanzania, i Masai, infatti, sono molto attenti a quel che succede nel mondo e seguono i movimenti del web. E' così che sono venuti a conoscenza del quadro 'Michael's Gate' e dell'attenzione riservatagli da chi crede nell'esistenza di un inconscio collettivo e nell'efficacia del pensiero collettivo per cambiare la realtà.

Così nelle loro colorate vesti tribali, cellulari alla mano, hanno contattato il pittore attraverso facebook spiegandogli come la sottrazione sistematica delle loro terre, per far spazio ad aziende agricole, allevamenti o parchi nazionali gestiti dal governo, stia mettendo a repentaglio la loro stessa sopravvivenza, costringendoli sempre di più a vivere nelle aree più sterili e aride con tutte le conseguenze del caso, non solo quelle strettamente legate alla disponibilità di materie prime per vivere, ma anche alla possibilità di custodire le loro tradizioni profondamente legate alla pastorizia.

Per questa ragione i Masai hanno chiesto a Gilberto Di Benedetto di sostenere la loro causa facendola conoscere a quante più persone possibile attraverso il quadro 'Michael's Gate', un'opera che rappresenta l'Arcangelo Michele, tutto dipinto di rosso sangue. Un rosso che per i Masai è il colore della vita così come il sangue che ha per loro un valore simbolico, rituale ed energetico-alimentare. I Masai, infatti, salassano le mucche per bere il sangue mescolate al latte. "Visto quanto è alto un Masai - sorride Di Benedetto - direi che gli fa bene! Io comunque - torna serio l'artista - sono con loro e, per quel che posso, cercherò di aiutarli facendo conoscere la loro causa nel mondo".

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