Per la fall winter 2026-2027 il marchio romagnolo percorre i mondi reali e quelli immaginari, partendo dal tacco Blade
La natura non è un pretesto, la creatività è un modo di esprimersi e il tacco raccoglie una mitologia. Un mondo che esprime forme, volumi e significati attraverso le scarpe: è la collezione Casadei fall winter 2026-2027 che percorre con la stessa attenzione i mondi reali e quelli immaginari mentre parte dal tacco Blade per definire quell’oggetto di design completo che il linguaggio condiviso chiama scarpa. E allora ecco che il tacco sottile in metallo, espressione ingegnerizzata dell’intuizione dei cavalieri mongoli che hanno inventato il sostegno per la staffa sotto la scarpa, si trasforma in segno e segnale, definizione e struttura, punto focale ed elemento narrativo. "Il tacco definisce un’estetica" dice il direttore creativo, Cesare Casadei. E da qui partono gli stivali costruiti come abiti da sera, i sandali con le cavigliere in eco-fur e quelli con i ramage in cristallo, i T-Bar accollati e, paradossalmente, anche i boots sport-urban e i piumini double.
Spiega Casadei: "Le scarpe rappresentano i miei viaggi mentali nella creatività. Ecco perché per questa collezione sono partito dalla mia connessione con la natura. In un viaggio reale e immaginario nei boschi i colori hanno preso il sopravvento, si sono materializzati in immagini attraverso le loro rappresentazioni: il terreno del sottobosco, le foglie integre sui rami e le sfumature cangianti di quelle cadute e strappate; toni cromatici e sensazioni visive che si sono trasferiti nei colori della collezione. Un gioco creativo che ha permesso alla natura di trasferire prepotentemente la sua cromia in ogni aspetto della collezione. Nel percorso creativo ho avuto la certezza che, nella dimensione cosmopolita e quasi disattenta in cui viviamo, la natura non può essere un pretesto. Né può rappresentare un sentimento nostalgico. Credo che invece debba essere il superamento dei cliché che noi stessi le abbiamo attribuito. E quindi, la collezione nasce da questa consapevolezza, un sentimento che si è rafforzato in me nel percorso creativo della collezione".
La collezione è come una sinfonia di toni e di forme che si apre con Berlino, lo stivale a tubo con risvolto in pelle che sul retro recupera il valore estetico dello spacco degli abiti da sera e lo utilizza per mettere allo scoperto l’iconico tacco Blade, lama metallica di assoluta sensualità. Segue Diva, nomen-omen per un sandalo con cavigliere e mignon in pelliccia cruelty-free sia per quelli bassi che con il plateau. Si prosegue con l’aspetto post-apocalittico di Mammouth, boots da urban-combat issati su plateau con l’altezza allacciata che si ferma a metà gamba o prosegue oltre il ginocchio. Un armonico contrasto che introduce a Courtney che in un piumino a effetto nappa riunisce protezione, comfort e stile e si propone come estetica city-friendly che protegge dal freddo.
E infine, una new entry: Après-Ski: lo stivale Beat si ricopre in faux fur effetto castoro che, in un rovesciamento di immaginari, assume aspetti nostalgici e ribelli allo stesso momento. Se questo è la sinfonia, il suo preludio lo si può scorgere nelle note di Nina (le pumps con tacco curvo in pelle e camoscio), Giselle (quelle con il tacco kitten che trasformano la ballerina in una comoda décolleté), Basilisco (stivali, scarpe e borse in pitone marrone) Debby (T-bar accollato con aperture laterali) e, infine C-Love (il sandalo che riproduce un ramage di cristalli).
"Compagne delle scarpe pensate per una funzione d’uso", definisce Cesare Casadei le borse della collezione. In pelle, camoscio, con disegni a laser ottenuti da pelli a contrasto, si chiamano Galleria, Beau Rivage, Bigli, Duomo e hanno i manici costruiti con passantini in pelle impunturati a mano. Espressione di un’artigianalità in cui il dettaglio è l’essenza e non la decorazione. "Una collezione per il prossimo autunno-inverno in cui ho voluto raccontare i valori legati ai miei ricordi e alla mia storia familiare. Perché la scarpa è un modo di essere, l’espressione di una tipologia. Ecco perché sviluppa un legame profondo con chi l’indossa" assicura Casadei.