E' un dialogo serrato tra rigore e poesia, tra la disciplina del gesto sartoriale e la fioritura improvvisa di forme che sembrano vive. Da Genny, per il prossimo autunno-inverno, il corpo femminile adotta la compostezza del gentleman, salvo poi aprirsi in un’esplosione di petali scultorei. Da questo contrasto prende avvio una collezione che guarda indietro nel tempo per reinventare il presente, reinterpretando l’eleganza estrema dei 'Les Incroyables et les Merveilleuses' con un linguaggio contemporaneo e quasi botanico.
Sara Cavazza Facchini attinge così alla moda lanciata durante il Direttorio (1795/1799), creando un guardaroba maschile fatto di blazer affilati, gilet strutturati, pantaloni impeccabili e camicie dagli alti colli viene riletto sul corpo femminile con una precisione quasi architettonica. Petali tridimensionali si trasformano in gonne-corolla con volumi che si aprono come architetture botaniche. Il busto rimane asciutto e controllato mentre la parte inferiore esplode nella geometria variabile della natura. Ci sono fiocchi e volant. I primi vengono trasformati in dettagli sartoriali che sostituiscono l’allacciatura di una sensuale camicia bianca dal taglio maschile oppure si allacciano sui revers di una raffinata giacca da smoking. Invece i volant sostituiscono i revers di un’impeccabile giacca allungata sui fianchi e disegnano i contorni di una sensuale tuta con i pantaloni a sigaretta.
Le piume si adagiano su top strutturati e avvolgono cappotti con leggerezza teatrale, creando un movimento che contrasta la rigidità del tailoring. Sono accenti di aria dentro la costruzione. Per quel che riguarda le vibrazioni cromatiche il nero resta fondamento mentre l’avorio respira accanto a lui. Poi compaiono fucsia vibrante, lilla polveroso e giallo pallido, come pigmenti sottratti a un giardino astratto. L’animalier, già presente come eco istintiva, si dissolve ora in toni sfumati, quasi ombre naturali che attraversano i tessuti senza mai diventare aggressivi. Fiocchi importanti applicati come spille su camicie e abiti, un segno grafico per interrompere la linearità del completo maschile. Sul fiocco il rigore si piega e si rende consapevolmente estetico. Le modelle indossano ciabatte e mocassini, sottraendo formalità all’immagine. Il contrasto è voluto: architetture sartoriali sopra, passo rilassato sotto.