Sfila la primavera-estate 2027 donna con tailoring, accenti anni '80 e un abito che riproduce fedelmente il completo della prima comunione dello stilista: "Lui sarebbe molto felice"
“Enjoy the Silence”. Come le parole dei Depeche Mode che chiudono la primavera-estate 2027 di Giorgio Armani. Il silenzio vero cala nell'Armani Teatro davanti alla collezione disegnata da Silvana Armani. E a ben vedere, visto che la nipote del fondatore ha fatto un minuzioso lavoro sui codici della maison, aggiornandoli e sublimandoli. Il consenso degli ospiti presenti è unanime. Silvana Armani, che oggi dirige la linea donna Giorgio Armani mentre a Leo Dell’Orco è affidata la linea uomo, alla fine dello show appare commossa, quasi con le lacrime agli occhi. “È stato magico, era tutto molto coordinato, non c’era niente di strano e penso che lui sarebbe molto felice”, racconta nel backstage parlando della collezione, intitolata 'Evoluzione'. “Perché si tratta di questo, di portare avanti un messaggio”.
Un messaggio che non significa replicare Giorgio Armani ma lavorare sui suoi codici e spostarli. “E' una moda che possono portare tutti - sottolinea -. Ho messo per la prima volta il cotone, perché a lui non piaceva. Io invece adoro il cotone e mi sembra che questo connubio con tessuti da sera luminosi e preziosi sia perfetto”. In passerella, il giorno e la sera si mescolano. La donna Armani può indossare capi luminosi anche quando non è ancora calata la luce. “È una donna che vuole brillare, anche di giorno - rimarca -. È un invito alla libertà dei codici”. E alla domanda se questo significhi, semplicemente, vestirsi come si vuole, Silvana Armani risponde: “Esattamente, anche se si decide di brillare di giorno”. Il rapporto con l’archivio è diretto, con riferimenti evidenti all’Armani degli anni Ottanta. “Noi prendiamo tanti riferimenti dal passato, cercando di modificarli e di modernizzarli - spiega Silvana Armani - ma in evoluzione”.
Le giacche dall’impronta maschile diventano più lunghe e fluide, il tailoring mantiene la sua struttura ma lascia che le linee seguano il corpo senza irrigidirlo. Le proporzioni cambiano, gli elementi conosciuti vengono spostati e utilizzati in modo diverso. Il riferimento agli anni Ottanta si legge nelle spalle nette, nelle geometrie, nei bagliori metallici. La palette resta essenziale: avorio, nero e oro. La farfalla, alternata ai motivi grafici, torna come immagine di metamorfosi, come decoro sul prezioso abito da sera e sul collo di una modella, mentre piccoli borselli e clutch seguono le silhouette. Ai piedi mocassini, sandali con tacco alto e boot piatti in neoprene accompagnano il passaggio alla sera. E c’è un’immagine che riporta diretta a Giorgio Armani. Agnese Zogla, modella particolarmente amata dallo stilista, sfila con uno smoking, cravatta e guanti bianchi che riproducono fedelmente l’abito indossato da Armani bambino in una fotografia in bianco e nero: aveva otto anni, era il 1942. All’uscita dal teatro, un ospite esclama: “Fabulous”. E non c'è parola migliore per descrivere la collezione.