L'odissea di Calenda bloccato in Sicilia per tre giorni: "Stato la amministri per i prossimi 30 anni"

Anche il leader di Azione bloccato come altri passeggeri a causa della sospensione dei voli a Catania per l'eruzione dell'Etna: "È uno dei posti che amo di più al mondo. C'è da dire però che è trascurata come neanche un Paese del terzo mondo"

Carlo Calenda - Ipa
Carlo Calenda - Ipa
27 settembre 2026 | 13.52
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"La Sicilia è uno dei posti che amo di più al mondo. C'è da dire però che è trascurata come neanche un Paese del terzo mondo". Carlo Calenda, segretario di Azione, interpellato dall'Adnkronos si sfoga così dopo essere rimasto bloccato come tantissimi altri passeggeri a causa della sospensione dei voli a Catania per l'eruzione dell'Etna.

"Non è possibile che se c'è un'eruzione a Catania, di fatto si fermano tutti gli aeroporti. A me è successo, dovevo andare a Torino - racconta il leader di Azione - alla fine era tutto pieno. Palermo, volo in ritardo di 7 ore, poi non si trova. Di fatto sono rimasto bloccato per tre giorni perché non si trovano gli aerei".

Ma non solo. "Poi le strade per trasferirsi alla ricerca di un aeroporto, di un aereo sono ridotte in condizioni pietose, con i lavori in corso, senza autogrill". Ma l'analisi impietosa di Calenda non si ferma. "Ed è tutta così: ha 50 società comunali che si occupano di acqua, ma non ha l'acqua; ha le peggiori reti idriche di Palermo e di Catania. Io penso che forse una delle terre più belle del mondo, perché di questo si tratta, meriterebbe - chiede in conclusione il segretario di Azione - che dopo tanti anni di trascuratezza lo Stato intervenisse direttamente e la gestisse per i prossimi trent'anni".

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