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Concordia: Monti, non spettava a me scelta porto smantellamento

02 agosto 2016 | 17.56
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Sono prive di fondamento le ricostruzioni sull'operazione dello smantellamento della Costa Concordia e sul ruolo di Pasqualino Monti, commissario straordinario dell'Autorità portuale di Civitavecchia, apparse nei giorni scorsi su organi di stampa. "Voglio chiarire quale è stato il mio ruolo nell'operazione della Costa Concordia - ha detto Monti all'Adnkronos a margine di una conferenza stampa svoltasi a Civitavecchia - ricordo perfettamente che, come presidente del porto di Civitavecchia istituzionalmente, dissi che avevo a disposizione l'infrastruttura per ospitare la Costa Concordia ma che certamente non ero io ad essere chiamato nel mio ruolo istituzionale a decidere quale doveva essere il porto ad ospitare all'epoca la Costa Concordia".

Monti così vuole rispondere alle recenti polemiche sollevate sulla questione del perché la Concordia non fosse stata portata a Civitavecchia pur essendo il secondo porto, dopo Piombino, più di prossimità e che quindi avrebbe dovuto ospitarla.

"La risposta più alta e migliore della mia credo l'abbia data il prefetto Gabrielli nei giorni scorsi - ha sottolineato Monti - il prefetto ha dichiarato che la ricostruzione dell'ex sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini è priva di qualunque fondamento e che in realtà chi era chiamato a scegliere il porto era in primis la Costa con l'assicurazione ed hanno scelto Genova. Ed io da presidente di Assoporti sono stato felice che la nave sia rimasta all'interno del territorio nazionale così come lo sono oggi per il fatto che si sia avuta la possibilità di demolire la nave nei nostri porti, elemento a favore del lavoro e dell'occupazione".

Monti replica anche alle polemiche sulla questione 'occupazionale'. "Quando a Civitavecchia capimmo che la nave non sarebbe arrivata sulle nostre banchine, anche per evidenti motivi di home port poiché non si poteva avere un monumento alla tragedia di fronte al principale porto crocieristico del Mediterraneo, sarebbe stato veramente di sgradevole, l'autorità portuale ha portato avanti la sua operazione chiudendo accordo con Fca per portare nelle sue infrastrutture l'automotive: oggi Civitavecchia è diventato il primo scalo nazionale di esportazione di auto verso gli Stati Uniti e questo conferma la bontà che rivendico con forza delle scelte fatte all'epoca", prosegue Monti.

"Un traffico questo dell'automotive - ha evidenziato ancora Monti - che all'epoca creò 500 posti di lavoro mentre ora sono più di mille le persone che lavorano su quella banchina. Poi voglio ricordare che nel primo semestre 2016 abbiamo registrato un +80% di auto nuove esportate rispetto al 2015: questi sono dati, sono risultati".

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