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Moro, omaggio Napolitano in via Caetani. Maria Fida: fare presto luce su tutti i fatti

09 maggio 2014 | 16.27
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Roma, 9 mag. (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato in via Caetani. Qui ha deposto una corona di fiori sotto la lapide che ricorda Aldo Moro nel luogo dove, il 9 maggio 1978, fu rinvenuto il corpo dello statista democristiano ucciso dalle Brigate rosse.

Alla cerimonia erano presenti il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, oltre al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al sindaco di Roma Ignazio Marino. In via Caetani a rendere omaggio al ricordo di Moro anche i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera, Luigi Zanda e Roberto Speranza, con il vicesegretario del partito Lorenzo Guerini.

Napolitano ha poi preso parte alla celebrazione nell'Aula di Montecitorio per il 'Giorno della Memoria' dedicato alle vittime del terrorismo. Tra i presenti in Aula anche il presidente del Senato Grasso, esponenti del governo, familiari delle vittime degli anni di piombo e studenti e docenti delle scuole. "La democrazia non è acquisita una volta per tutte - ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini - ma è esposta alle continue minacce di chi la vuole distruggere e ha bisogno quindi della partecipazione e dell'impegno critico di tutti i cittadini, specialmente dei giovani. Partecipazione e impegno critico che si alimentano attraverso il confronto, l'analisi e, come è stato più volte detto, la trasmissione della memoria alle nuove generazioni".

Boldrini ha poi sottolineato come "troppo spesso è accaduto che sotto i riflettori dei media, attraverso interviste o interventi pubblici, siano finiti più gli autori dei delitti che le vittime". "Al dolore per la perdita dei vostri cari, già così grande e insopportabile, si è aggiunto spesso quello provocato da una giustizia che non arriva. Fa male sapere che in alcuni settori dell'apparato statale, quello Stato democratico per la cui difesa i vostri cari sono caduti, si annidavano figure opache più inclini a deviare che a ricercare la verità. Per questo - ha concluso Boldrini - ancora dopo tanti anni resta attuale come non mai la domanda di trasparenza".

Maria Fida Moro: commissione faccia presto luce su tutti i fatti - ''Sul caso Moro non si può proseguire a tesi preconfezionate mettendo sempre sul piatto da un lato la linea della fermezza e dall'altra la folle logica delle Brigate Rosse che hanno spezzato la storia con il piombo. Non solo e non tanto quella di Aldo Moro e della sua famiglia, insieme agli uomini della scorta trucidati, ma anche e soprattutto quella dell'Italia e forse dell'Europa'' dice all'Adnkronos Maria Fida Moro, figlia maggiore dello statista Dc.

''La verità non è così semplice - spiega - e non c'è mai solo il nero e bianco. In questa tragica vicenda c'è tanto grigio e innumerevoli zone d'ombra non ancora svelate''. A trentasei anni dalla tragica scomparsa del padre, Maria Fida Moro chiede che ''la commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro che spero possa finalmente costituirsi, non proceda a compartimenti stagni e a spezzoni di 'para-verità' ma indaghi invece a tutto campo, sui fatti nudi e crudi e non più sulle chiacchiere. Il metodo di lavoro dovrebbe mettere insieme i fatti. Tutti. E senza preconcetti''.

''Ancora oggi - rimarca la figlia di Moro - non si sa chi fisicamente abbia ucciso mio padre. Questo la dice lunga su come questa vicenda sia stata raccontata per decenni. Quanto a me - confessa - è come se avessi vissuto insieme a Luca, mio figlio, facendo surf su tsunami di dolore. E tuttavia la luce dell'amore di mio padre non ha mai smesso di illuminarci dall'alto''. Maria Fida ha un rimpianto: ''Mi dispiace solo che i giovani non abbiano potuto conoscere l'uomo Aldo Moro, come educatore e come politico. Lo era per vocazione, non per interessi personali''.

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