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Non solo cacca di elefante... dallo sterco di mucche, asini e cavalli la carta ecosolidale

02 maggio 2015 | 13.35
LETTURA: 4 minuti

Da un piccola azienda thailandese, la Poopoopaper, il progetto 'Brown is the new green' che Vagamondi ha portato in Italia (Foto). A Piacenza nasce il 'Museo della Merda', reperti, manufatti ed esempi di utilizzo dello sterco per la costruzione di architetture nelle più lontane culture del pianeta

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La cacca degli animali per realizzare articoli in carta, come quaderni, blocchetti e bomboniere. L'utilizzo a tale scopo della cacca di elefante è ormai cosa nota, non tutti sanno invece che si può fare altrettanto con lo sterco di mucche, asini, alci e cavalli.

La cooperativa Vagamondi, che si occupa della gestione dell'attività di commercio equo e solidale a Formigine (Mo) ed ha avviato diverse collaborazioni e importazioni di progetti nei Paesi in via di sviluppo, è stata in Thailandia dove una piccola azienda, la Poopoopaper, di un produttore canadese, realizza carta ricavata proprio dallo sterco di asino, cavallo, mucca e alce, animali che si nutrono solo di erba. E' il progetto 'Brown is the new green' che Vagamondi ha portato in Italia.

"A novembre sono andato in Thailandia e ho visitato l'azienda - racconta all'Adnkronos Davide Bertelli, presidente della cooperativa - E' stata una novità anche per noi. Volevo fare la 'pootique' di Vagamondi con articoli di carta di cacca di animali. Questo signore canadese, che coinvolge nel progetto tanti villaggi dove ci sono donne birmane, ha anche realizzato il 'Poo poo park' dedicato alla storia della carta, con laboratori per i ragazzi".

Il commercio di queste cacche diverse da quella di elefante è appena iniziato. "Abbiamo ricevuto il materiale una settimana fa - dice Bertelli - e siamo contenti. I prodotti sono fatti bene e possono essere un regalo simpatico. L'obiettivo ora è puntare al periodo di Natale". I prodotti della 'pootique' di Vagamondi si trovano online e vengono anche distribuiti nei negozi del commercio equo e solidale (FOTOGALLERY).

La lavorazione della cacca prevede la bollitura e l'impasto con altre fibre vegetali per ottenere fogli e oggetti di cartoleria. Nessun albero viene tagliato, tutti i prodotti sono privi di materiali a base di pasta di legno e vengono colorati con inchiostri naturali e coloranti alimentari non tossici.

Durante la lavorazione tutti i materiali diversi dalle fibre come sassi, sporcizia e fango vengono rimossi il più possibile con la pulizia manuale. Le fibre vengono quindi bollite per 4-6 ore fino a quando non si sono ammorbidite e non si è ottenuta una poltiglia elastica. Il processo di ebollizione avviene a 90-100 gradi Celsius per garantire che i batteri vengano distrutti dal calore estremo.

I processi di pulizia e di ebollizione non utilizzano sostanze chimiche o altri detergenti come candeggina o cloro che potrebbero essere dannosi per l'ambiente ma solo acqua. Il passo successivo è quello di mescolare accuratamente la polpa ottenuta ad altro materiale in fibra cellulosa non legnosa che consente di ottenere un foglio di carta forte e resistente.

In un'epoca che dà grande valore al riciclo, diventato una necessità, questi prodotti rappresentano un esempio concreto e originale di sostenibilità e consumo responsabile. "Poopoopaper - sottolinea Vagamondi - rispetta e in molti casi supera i principi del commercio equo e solidale. Vengono pagati salari corretti, viene fornito ai lavoratori il contributo previdenziale nel piano di risparmio sostenuto dal governo, un piano di assicurazione contro la disoccupazione e completa copertura sanitaria. Vengono offerti prestiti senza interessi per tutto il personale e offerti alloggi sociali".

Vagamondi il 28 e 31 maggio parteciperà a Milano FairCity, la Fiera mondiale del commercio equo e solidale, e sarà a Bologna, come organizzatore, alla fiera Terra Equa a palazzo Re Enzo il weekend del 16 e 17 maggio.

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