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Australia

Oceani e clima, droni marini per monitorare acque

25 gennaio 2018 | 12.03
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(Fotolia)

Droni marini per raccogliere informazioni sulla temperatura della superficie del mare, sulla salinità e sul carbonio nelle acque australiane e dell'Oceano Antartico. L'ente scientifico australiano Csiro - Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation ha annunciato la collaborazione con la startup americana Saildrone per "migliorare radicalmente" la misurazione e il monitoraggio delle acque.

Il Saildrone è un drone oceanico alimentato dal vento e dal sole che può stare in mare fino a 12 mesi. Andreas Marouchos, leader del gruppo di ricerca Csiro, ha spiegato che una flotta di tre Saildrone sarà controllata a distanza dall'impianto di ricerca del Csiro a Hobart.

"Questa partnership di ricerca arriva in un momento critico per l'ambiente marino e in cui l'innovazione tecnologica nel settore è in piena espansione - dice Marouchos - I Saildrone sono piattaforme di ricerca a lungo raggio che possono essere inviate in luoghi remoti per un lungo periodo di tempo, restituendo in tempo reale agli scienziati dati prima impossibili da raccogliere".

I dispositivi raccolgono informazioni fondamentali sui nostri oceani e sul clima utilizzando una centrale di sensori chimici, acustici, meteorologici e marini.

"Csiro è in prima linea nei progressi dell'ingegneria e della tecnologia marina, con una comprovata esperienza nel fornire nuovi strumenti e metodi per la ricerca globale sugli oceani", continua. L'ente di ricerca australiano equipaggerà i veicoli con i propri sensori specializzati che misurano il carbonio oceanico.

Richard Jenkins, fondatore e Ceo di Saildrone, ha affermato che la partnership è un'opportunità unica per l'azienda. "Saildrone e Csiro condividono la stessa passione per l'innovazione e l'ingegneria per aiutare a risolvere alcuni dei problemi più difficili che il mondo deve affrontare - afferma Jenkins - L'autonomia è una tecnologia chiave per l'accesso agli oceani del Sud, che sono poco studiati a causa del mare mosso e del numero limitato di navi che attraversano regolarmente la regione".

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