cerca CERCA
Sabato 26 Novembre 2022
Aggiornato: 14:54
Temi caldi

Odessa sotto attacco, Mediterranea: "Colonne di fumo e forte odore acre"

03 aprile 2022 | 15.14
LETTURA: 2 minuti

"Centro città militarizzato, poco fuori la vita prosegue in semi normalità"

alternate text
(Fotogramma)

"Non abbiamo sentito il boato, ma il cielo sopra la città era grigio e un'enorme nube nera era ben visibile anche da qui". A raccontare all'Adnkronos il loro risveglio dopo l'attacco russo a un deposito di carburante a Odessa sono gli attivisti di Mediterranea Saving Humans. Il team dell'ong è arrivato nei giorni nella cittadina ucraina per una ricognizione in vista di future missioni umanitarie nel versante sud del Paese. 

"Quando ci sono state le esplosioni eravamo in albergo, stamani avremmo dovuto spostarci, ma adesso è impossibile uscire da Odessa", spiegano. E anche avvicinarsi alla zona costiera. I militari proteggono l'area. "Ci hanno detto che non ci sono state vittime. Le esplosioni sono state diverse, almeno sei, che hanno colpito più aree. Chi era più vicino ha raccontato di aver sentito un forte boato e i vetri tremare", dice il team di Mediterranea. 

Per diverse ore subito dopo l'attacco erano ben visibili "lunghe colonne di fumo nero". "Puzza di benzina ovunque, un odore intenso e acre, l'aria sempre più irrespirabile". La raffineria colpita dai russi è lontana dal centro. "Ma le fiammate si distinguono nitidamente anche da un chilometro di distanza".

Dopo gli attacchi di stamani la vita a Odessa prosegue in "una semi normalità". Mentre il centro cittadino è "militarizzato e ben protetto dai soldati" e si respira un "clima di guerra" con posti di controllo e trincee ricavate con sacchi di sabbia e blocchi di cemento, l'area esterna accoglie la quotidianità degli ucraini. "I supermercati sono aperti, così come un parco dove due chioschetti vendono sigarette e dolci", racconta il team di Mediterranea. "Ci hanno detto che la metà degli abitanti di Odessa è andata via nelle scorse settimane. Chi resta, per convinzione o per necessità, è ben consapevole che la città è un punto centrale e che può essere attaccata in ogni momento".

"Rispettano regole, controlli e coprifuoco. Chi ha deciso di rimanere sa a cosa va incontro, è consapevole di cosa significhi restare in una città che fa parte di una zona di guerra". Al confine tra Moldavia e Ucraina, a Palanka, gli attivisti di Mediterranea hanno visto lunghe file di auto. "Tante donne sole o con figli, gente pronta a ritornare a Odessa per diversi motivi: c'è chi non vuole lasciare da soli i propri cari, chi ha deciso di aiutare il Paese, chi non ha trovato un alloggio in Moldavia, chi pensa che Odessa non sia Mariupol e che la condizione qui non sia così orribile. Almeno per il momento. I rischi sono conosciuti e accettati dal popolo ucraino, che vuole dare il proprio contributo alla gloria di questo Paese".  (di Rossana Lo Castro)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza