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Volontariato: Ordine di Malta, 5.000 al lavoro per emergenze nel 2016

28 dicembre 2016 | 16.00
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Un anno trascorso fra il soccorso ai rifugiati e alle popolazioni colpite dal sisma. E ogni giorno al servizio del prossimo, anche a Natale, sia nei luoghi colpiti dal terremoto sia nelle navi che solcano il Mediterraneo. Il 2016 è stato un anno impegnativo per gli oltre 5.000 volontari del Cisom - Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, operativi nelle più importanti emergenze sul territorio italiano e in mare. Dal soccorso sanitario ai rifugiati nel Mar Egeo e nel Mar Mediterraneo, alla gravissima emergenza sismica nel Lazio, nelle Marche e in Umbria, alla costante attività di assistenza ai bisognosi sul territorio.

Ad oggi (i dati sono in continuo aggiornamento) i migranti assistiti a livello sanitario dai team (medici e infermieri) del Cisom nel 2016 sono 31.198 di cui 25.205 a bordo di Unità navali maggiori del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera con cui il Cisom collabora dal 2008 proprio per garantire l’assistenza sanitaria in mare. Durante i soccorsi al largo del Mar Mediterraneo, molto spesso i migranti giungono in condizioni critiche e necessitano di immediata ospedalizzazione.

In totale sono stati effettuati 101 medevac (evacuazione medica) di cui 11 in elicottero. Dai giorni di Natale del 2015 e fino al mese di Aprile 2016, quando lo scenario emergenziale si è di nuovo spostato al largo dello Stretto di Sicilia, il Mar Egeo ha rappresentato il principale impegno dei volontari dell'Ordine di Malta in collaborazione con Moas (Migrant Offshore Aid Station). A bordo della nave Responder i medici e infermieri del Cisom hanno visitato 1154 migranti tra cui 205 bambini, in alcuni casi strappandoli alla morte per l’ipotermia provocata dalle gelide acque in cui finivano.

Nel mese di agosto l’Italia è stata scossa da uno dei più pesanti terremoti degli ultimi anni e sin dalle prime ore più di 80 volontari del Cisom sono stati immediatamente impiegati ad Amatrice per gestire e coordinare l’accoglienza della popolazione nel Palazzetto dello Sport, per assistere la popolazione nelle 69 frazioni limitrofe e i soccorritori nella “zona rossa” nei momenti di maggior calura e team di psicologi per soccorritori e famiglie.

Dopo due mesi di nuovo impegnati nei paesi di Marche e Umbria che necessitano tutt’ora della nostra presenza: circa 700 volontari in 4 mesi e più di 1.500 persone assistite, una cucina da campo a San Severino Marche che, nei periodi di maggiore emergenza, ha fornito più di 600 pasti al giorno.

Un’assistenza che continuerà, sotto il coordinamento della Protezione Civile Nazionale, in questi giorni di festa, insieme alla popolazione e alle istituzioni territoriali.

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