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Papa: "Anche io ho vissuto momenti di tristezza, apatia e noia nel sacerdozio"

17 aprile 2014 | 11.56
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''Anch'io sono passato attraverso momenti di tristezza, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dell'isolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale''. E' quanto confessa Papa Francesco, nell'omelia della Messa del Crisma celebrata nella basilica vaticana di San Pietro, rivolgendosi ai sacerdoti che rinnovano le promesse fatte al momento della loro sacra ordinazione. ''Ma perfino in questi momenti - ha assicurato - il popolo di Dio è capace di custodire la gioia, è capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e a ritrovare una gioia rinnovata''.

Poi Bergoglio richiama i sacerdoti, ''tra i più piccoli degli uomini'' e senza l'aiuto di Gesù ''i più poveri, i più inutili servi, i più stolti, i più indifesi dei cristiani'', dicendo: ''La Chiesa sia la casa dalle porte aperte: rifugio per i peccatori, focolare per quanti vivono in strada, casa di cura per i malati, campeggio per i giovani, aula di catechesi per i piccoli''.

Celebrando la Messa del Crisma, nel corso del quale i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento della loro sacra ordinazione, il Papa ha esortato i religiosi a ''saper ascoltare'' e a ''sentire il mandato amoroso di Cristo che li manda a soccorrere con misericordia quelle necessità o a sostenere quei buoni desideri, sempre con carità creativa''. Ogni sacerdote ''sappia che esiste in questo mondo una gioia genuina e piena: quella di essere preso dal popolo che uno ama, per essere inviato a esso come dispensatore dei doni e delle consolazioni di Gesù, l'unico Buon Pastore che è pieno di profonda compassione per tutti i piccoli e gli esclusi di questa terra, affaticati e oppressi come pecore senza pastore''.

Il Pontefice ha poi chiesto in particolare di ''confermare la gioia sacerdotale di quelli che hanno parecchi anni di ministero: quella gioia che, senza scomparire dagli occhi si posa sulle spalle di quanti sopportano il peso del ministero; quei preti che già hanno tastato il polso al lavoro, raccolgono le loro forze e si riarmano, 'cambiano aria' come dicono gli sportivi''. Altre preghiere speciali sono state rivolte in favore dei giovani sacerdoti affinché ''scoprano quell'ardore del cuore che fa ardere la gioia appena uno ha la felice audacia di rispondere con prontezza alla sua chiamata''; dei nuovi ordinati ''che partono per 'mangiarsi' il mondo, per consumarsi in mezzo ai fedeli''; dei sacerdoti anziani, perché ''sappiano stare bene in qualunque posto, sentendo nella fugacita' del tempo il gusto dell'eterno''.

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