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Pensioni, si lavora su bonus precoci e adeguamento aspettativa vita più lento

15 luglio 2016 | 17.45
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'Bonus' contributivo, di 4 o 6 mesi, per ogni anno di lavoro tra i 14 ed i 18 anni per i lavoratori precoci; 'rallentamento' dal 2019 dell'adeguamento automatico all'aumento dell'aspettativa di vita; ricongiunzioni gratuite per tutti i lavoratori con contribuzioni in diverse gestioni; riduzione strutturale della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione, collegati ad un investimento nell'economia reale; prestito pensionistico per l'uscita anticipata dal lavoro con oneri differenziati in funzione del motivo per cui si accede alla flessibilità. Prende forma, a quanto apprende l'Adnkronos, il menù degli interventi sul fronte della previdenza che il governo è disponibile ad esaminare e al centro dei round tecnici con i sindacati, l'ultimo oggi e il prossimo la prossima settimana, in vista della legge di stabilità.

Oltre al prestito pensionistico, dunque, il governo sta studiando anche il capitolo lavoratori precoci ai quali consentire il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi: sul tavolo l'idea di un bonus contributivo di alcuni mesi (4 o 6) per ogni anno di lavoro tra i 14 ed i 18 anni.

Non solo. All'attenzione dei tecnici di palazzo Chigi anche la possibilità di prevedere un 'rallentamento' dell'adeguamento automatico dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita. L'ipotesi sul tavolo prevede che dal 2019 l'aggiornamento non scatti più ogni 2 anni ma ad intervalli maggiori, fermi restando però i tetti massimi di anzianità contributiva oltre i quali i requisiti non verrebbero più adeguati. La misura sarebbe comunque, nelle intenzioni del governo, da circoscrivere a una platea di lavoratori ancora da definire.

Allo studio del governo, e oggetto del confronto con i sindacati, anche la spinosa questione delle ricongiunzioni onerose che l'esecutivo vorrebbe rendere gratuite estendendo il cumulo gratuito previsto per i lavoratori autonomi a tutti i lavoratori che hanno contributi misti in diverse gestioni. La pensione sarebbe calcolata pro-quota sommando le diverse quote di pensione calcolate in base alle norme delle diverse gestioni.

Focus anche sugli esodati e su un intervento 'definitivo' del problema e sulla previdenza complementare per una riduzione strutturale della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione, collegati ad un investimento nell'economia reale che rilanci le infrastrutture.

Sulle pensioni in essere, invece, l'ipotesi del governo è quella di studiare l'equiparazione della no tax area di tutti i pensionati a prescindere dall'età, al livello di quella dei dipendenti e dei relativi aumenti delle detrazioni fiscali per lavoro dipendente realizzate dal Governo Letta. Il 'clima' tra governo e sindacati, comunque, appare positivo e di collaborazione, come riferiscono gli stessi sindacati al termine dell'incontro anche se al momento, l'esecutivo non ha ancora presentato nessun calcolo sull'impatto finanziario degli interventi e le disponbilità

E non sembrerebbe neppure escluso che per la fine del mese possa essere convocato un nuovo round, più politico, con cui cominciare a misurare le distanze tra le parti nella trattativa.

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