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Piazza Affari positiva, spread torna sotto 100pb

14 settembre 2021 | 18.19
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Chiusura di seduta sopra la parità, anche se lontana dai massimi intraday, per Piazza Affari. Nella seconda parte a frenare l’andamento dei listini ci ha pensato una Wall Street che non ha tratto giovamento dalle indicazioni sotto le stime arrivate dai prezzi al consumo (che permetteranno alla Federal Reserve, che si riunisce la prossima settimana, di non avere fretta nella riduzione degli stimoli).

In rialzo dello 0,39% a 26.027,07 punti, il Ftse MIb ha fatto segnare la performance migliore in Europa grazie ai rialzi di Ferrari (+1,84%), CNH Industrial (+1,1%) e Stellantis (+0,74%). Secondo quanto riportato da Bloomberg, la casa punterebbe al controllo della joint venture relativa al marchio Jeep in Cina.

Giornata positiva anche per il risparmio gestito, con il +0,65% di Banca Mediolanum ed il +0,75% di Banca Generali. Secondo quanto riportato dai ben informati, le perplessità di Leonardo Del Vecchio sul rinnovo di Philippe Donnet alla guida di Generali (-0,28%) sarebbero legate al tentativo di vendita di Banca Generali a Mediobanca (+0,53%) con una valutazione valutata eccessivamente bassa (il Leone di Trieste detiene il 50,17% dell’istituto del risparmio gestito).

Tra i bancari, debolezza per l’accoppiata formata da UniCredit ed Intesa Sanpaolo (-1,23 e -0,31%) mentre nel comparto energetico si segnala il +0,91% di Eni, favorita dalla terza seduta consecutiva del Brent, tornato oggi in quota 74 dollari al barile.

Sul completo, giornata da dimenticare per De’ Longhi (-9%), affossata dalla notizia del collocamento di 6 milioni di azioni da parte di De Longhi Industrial e di Giuseppe de’ Longhi.

Nel giorno dell’asta di Btp, lo spread con i titoli tedeschi si è riportato sotto i 100 punti base (-2,7% a 99pb). Questa mattina il Ministero dell’economia ha collocato titoli a 3, 7 e 30 anni per 5,75 miliardi di euro: il 3 anni ha registrato un rendimento in calo di 7 centesimi al -0,27%, il 7 anni ha visto il dato scendere di 6pb allo 0,32% e nel caso del trentennale il rendimento lordo è stato pari all’1,69%. (in collaborazione con money.it).

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