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Piccinini (Inca Cgil), preoccupa perdita diritti per atipici in Paesi Ue

06 febbraio 2014 | 17.03
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Roma, 6 feb. (Labitalia) - "Siamo molto preoccupati dalla perdita di diritti dei lavoratori atipici nel paesi dell'Unione europea". Lo ha detto oggi la presidente dell'Inca Cgil, Morena Piccinini, intervenendo al convegno 'Il posto del lavoro atipico nel coordinamento de sistemi di sicurezza sociale in Europa', in cui sono stati presentati anche i risultati del progetto Accessor. "Si rischia -ha rimarcato- un'involuzione di quanto stabilito dai trattati europei, in termini di diritti e di tolleranza. Proprio dall'analisi che abbiamo realizzato ci siamo resi conto che è in atto un processo nel quale i Paesi dialogano molto tra loro nel costruire basi giuridiche per la definizione del lavoro atipico. Tuttavia, gli stessi Paesi sembrano agire per fare in modo che i pochi diritti sociali connessi ai singoli contratti di lavoro atipico non si incrocino fra loro, facendo mancare quella coerenza indispensabile per rendere eque ed effettive le tutele in tutta l'area euro".

"Abbiamo impiegato tanto tempo a ottenere -ha ricordato Morena Piccinini- che la Corte di giustizia europea, più ancora che il legislatore, imponesse un'estensione della portabilità e dell'identificabilità di diritti sociali per i lavoratori dipendenti e autonomi in ambito europeo, mentre sulla precarietà questo stesso principio rischia di restare astratto".

"La stessa azione per tutta l'area del lavoro precario e atipico -ha chiarito- è vanificata da provvedimenti legislativi che sfuggono al principio fortemente sancito dalla Corte di giustizia europea. Si tratta, quindi, di una questione che l'Europa deve cominciare ad affrontare con modalità diverse rispetto a quelle adottate fino ad ora".

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