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Puglia: piano straordinario lavoro, risorse per 100 mln

28 luglio 2014 | 16.20
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Due importanti protocolli di intesa sono stati firmati in Regione.

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Due importanti protocolli di intesa sono stati firmati oggi alla Regione Puglia per aggredire "con coraggio e fantasia", ha detto il presidente Nichi Vendola, il problema della disoccupazione e inoccupazione. Si tratta innanzitutto dell'Accordo quadro tra Regione Puglia e Cgil, Cisl, Uil, Ugl denominato 'Piano straordinario per il lavoro-per un lavoro di cittadinanza' per il quale sono previsti complessivamente, come ha spiegato il governatore, circa "cento milioni di euro", derivanti dal Piano percettori di ammortizzatori sociali (42 milioni di euro, più altri 4 milioni che verranno stanziati domani dal Consiglio regionale nell'ambito dell'assestamento di bilancio) e dalla ricognizione delle economie delle azioni per le politiche attive per il lavoro e dalle risorse della Programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020 (circa altri 50 milioni). All'interno del Piano rientra il cosiddetto 'Lavoro di cittadinanza' firmato da Regione, 39 sindaci di Comuni del Salento e i sindacati locali.

Il secondo accordo è finalizzato a "potenziare il livello di efficacia del sistema della formazione professionale al fine di incrementare il livello di occupabilita' delle persone; coinvolgere attivamente gli attori istituzionali e socio-economici nella identificazione e nell'attivazione delle leve di crescita del sistema produttivo territoriale".

Destinatari della misura sono in una prima fase di sperimentazione i percettori di ammortizzatori sociali anche in deroga ai quali viene destinata la misura di intervento prevista dall'Accordo quadro denominata lavoro minimo di cittadinanza. I Comuni si impegnano a definire progetti di ricollocazione dei lavoratori inseriti nella banca dati percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, attivando tavoli di intesa con il partenariato socio-economico locale.

Tali progetti possono riguardare iniziative in tema di recupero e difesa del suolo, la raccolta differenziata 'porta a porta', la messa in sicurezza degli edifici scolastici o altri progetti di sviluppo locale che le amministrazioni comunali interessate definiranno attraverso la sottoscrizione di apposite intese e con interventi tesi al rilancio di politiche attive del lavoro e anticicliche finalizzate al reinserimento lavorativo di percettori di ammortizzatori sociali anche in deroga.

Il piano straordinario, invece, è articolato in tre linee di intervento: i cantieri di cittadinanza, il lavoro minimo di cittadinanza, il contratto di collocamento e/o ri-collocamento. "Cerchiamo di inventare esperienze nuove insieme con i sindacati e con i sindaci, in questo caso del Salento - ha continuato Vendola - che possano consentire di occuparsi subito dei soggetti svantaggiati in progetti di lavoro. Lo abbiamo chiamato 'lavoro di cittadinanza'".

"Poi - ha aggiunto - consentiamo a chi usufruisce di ammortizzatori sociali di essere ri-accompagnati verso uno sbocco produttivo e quindi di essere aiutati con una dote che permetta una formazione specifica. Infine - ha concluso Vendola - facciamo in modo di mettere in relazione la domanda e l'offerta di lavoro in forme sempre più puntuali perché ogni lavoratore dovrebbe essere accompagnato da un curriculum che dica delle sue competenze e il sistema di impresa può essere agevolato a reperire nel mercato locale ciò che talvolta rischia di cercare perfino nei mercati esteri".

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