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La scuola è in corsia, all'ospedale Bambino Gesù si studia sui tablet

24 marzo 2017 | 17.18
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Roma, 24 mar. (AdnKronos Salute)

Potranno fare i compiti in 'rete' ma anche leggere favole, guardare i cartoni e giocare ai videogame. Rimanendo 'connessi' con compagni di classe e insegnanti per tutto il periodo della degenza in corsia. Sono stati consegnati oggi ai bimbi del reparto di onco-ematologia pediatrica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma i nuovi tablet per supportare il progetto della 'Scuola in ospedale'.

Dopo Bari, Lecce, Firenze, Genova, Milano e Monza, approda anche nella capitale 'Connessi alla vita sempre, ovunque e in allegria', il progetto voluto dall'associazione Davide il Drago, che prevede la distribuzione in 10 ospedali pediatrici italiani di 45 tablet per aiutare i piccoli a non perdere le lezioni durante il ricovero. L'associazione Davide il Drago ha vinto il bando di Fondazione Tim TimItaliaX10 che contribuisce finanziariamente al progetto fornendo le tavolette con connessione ad internet e ai servizi entertainment di Tim.

All'ospedale Bambino Gesù i tablet potranno essere utilizzati dai volontari dell’associazione Davide Ciavattini per portare avanti i programmi della 'Scuola in ospedale' e per consentire ai bimbi ospedalizzati di continuare a seguire i programmi scolastici e di rimanere connessi anche durante la degenza con i propri compagni e insegnanti.

Ma non solo studio e scuola: alcuni dispositivi potranno infatti essere utilizzati per favorire momenti di svago e intrattenimento educativo. Nei tablet saranno infatti installate diverse applicazioni, filmati e giochi didattici selezionati per età, per tranquillizzare i piccoli durante gli esami diagnostici.

"Il traguardo da raggiungere - sottolinea Michele Grillo, presidente dell'associazione Davide il Drago - non è solo in termini formativi ma anche psicologici. Scuola, tecnologia e medicina si danno una mano con l’obiettivo di promuovere il benessere dei bimbi, che è la missione della nostra associazione, da anni impegnata a rendere più piacevole e meno doloroso il tempo che i piccoli pazienti devono trascorrere in ospedale, superando le barriere imposte da malattie spesso molto gravi".

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