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Rifiuti: raccolta pneumatici fuori uso, 60mila tonnellate dalle vendite in nero

19 febbraio 2016 | 16.31
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In Italia le vendite in nero dei pneumatici pesano tra il 10-20% sul totale delle vendite. Se l'immesso annuale fatturato è pari a circa 400mila tonnellate si stima dunque che i flussi illegali generino in media 60mila tonnellate "extra" ogni anno. Una cifra notevole, soprattutto se si tiene conto che tutti questi pneumatici una volta giunti a fine vita devono essere raccolti grazie ad un sistema che si autofinanzia con un contributo associato ad ogni pneumatico nuovo immesso regolarmente nel mercato. Ed è a causa di questi flussi irregolari che il consorzio Ecopneus non riesce a far fronte alle spese per raccogliere tutto. A tracciare il quadro all'Adnkronos della raccolta dei Pfu è il direttore generale di Ecopneus, Giovanni Corbetta.

Dopo un 2015 chiuso con un deficit di bilancio dovuto alle 18mila tonnellate raccolte in più rispetto al target previsto dalla legge (nel 2014 l'eccedenza è stata di 30mila tonnellate), anche il 2016 non promette bene: solo nel mese di gennaio Corbetta segnala che sono state raccolte più di 25mila tonnellate contro le 18mila previste dal piano. “I soldi non ci sono per raccogliere tutto” e di questo passo, “a causa di questi flussi irregolari, si rischia per il terzo anno consecutivo di dover interrompere ad un certo punto la raccolta sul territorio”. Il 2015, spiega Corbetta, “si è chiuso con una perdita di due milioni e mezzo e quindi ora non può che scattare un rigoroso dosaggio dei prelievi”.

Per questo Ecopneus corre ai ripari e già a gennaio per 4 giorni ha fermato la raccolta, dopo aver raggiunto il target previsto dalla legge. "Ogni mese, dunque, ci fermiamo all'ufficiale" afferma Corbetta che aggiunge: "ci dispiace creare un problema ma speriamo che qualcosa cambi". Secondo il direttore generale di Ecopneus, è dunque urgente intervenire sul sistema "con più controlli, per riportare il flusso illegale nella legalità, e informando i cittadini che, acquistando pneumatici in nero, si fa un danno all'erario ma anche all'ambiente". A penalizzare i conti c'è anche il fatto che Ecopneus è “tra i pochissimi se non l'unico soggetto su 60 che fa la raccolta su tutto il territorio nazionale, anche nelle zone più costose come le Isole e le aree montane”. 

 

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