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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

18 aprile 2014 | 09.51
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Roma, 18 apr. (Labitalia) - "Confido che stiano per realizzarsi condizioni di maggior sicurezza, nel cambiamento, per il nostro sistema politico-costituzionale, che mi consentano di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità che un anno fa mi risolsi ad assumere entro chiari limiti di necessità istituzionale e di sostenibilità personale". Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad un anno dalla sua rielezione, rispondendo ad una lettera del direttore del 'Corriere della Sera', Ferruccio De Bortoli.

"Nodi assai importanti -scrive il Capo dello Stato- sono quelli che dovranno sciogliersi nelle prossime settimane e nei mesi seguenti, innestandosi nel chiarificatore esercizio del semestre italiano di presidenza europea. Confido che quei nodi si scioglieranno positivamente, col contributo essenziale di un governo che opera nella pienezza della sua responsabilità politica e delle sue prerogative costituzionali, e con l'apporto di un arco di forze politiche che vada decisamente oltre i confini dell'attuale maggioranza di governo, in materia di legislazione elettorale e di revisioni costituzionali. Da parte mia resta comunque sempre viva l'attenzione e la disponibilità al confronto verso le posizioni critiche, cui lei accenna, di 'alcuni costituzionalisti' cui d'altronde sono stato legato in tempi non lontani da rapporti di stima reciproca e di consuetudine amichevole".

Nella lettera Napolitano fa anche riferimento a "fatti, atteggiamenti, intrighi che hanno concorso a gettare ombre e discredito -ben al di là di ogni legittima critica e riserva- sulla mia persona e sull'istituzione che rappresento. L'essenziale è che mi sia sempre sforzato di mantenere la serenità indispensabile per fare il mio dovere, per rispondere alle esigenze del Paese e della sua vita democratica".

"La lettera che il ministro Pier Carlo Padoan ha inviato alla Commissione europea per chiedere un rinvio del pareggio di bilancio, ovvero del rispetto dei limiti fissati dalle regole dell'Eurozona sul deficit pubblico, può essere l'inizio di un percorso storico in grado di portarci a una nuova configurazione dell' Europa. Da anni si invoca con autorevolezza che sarebbe razionale non conteggiare nel famoso 3% le spese rivolte agli investimenti pubblici e alle infrastrutture. Il primo a farlo con autorevolezza fu Domenico Siniscalco nel breve lasso di tempo in cui fu ministro del Tesoro". Così, in un intervento su 'Il Messaggero', l'economista Giulio Sapelli.

"Una richiesta giusta, sacrosanta -spiega Sapelli- che si ripresenta finalmente oggi con compiutezza e che consente di presentare l'Europa non come una figura mitologica che divora i suoi figli, bensì invece come un terreno in cui le singole culture nazionali, che la compongono, possono disvelare appieno la loro capacità di crescere seguendo modelli non imposti, ma invece endogeni".

Se la formulazione della riforma Poletti uscita dalla commissione Lavoro della Camera viene pesantemente attaccata da destra, dall'altro lato la difende, in un'intervista a 'Il Manifesto', il presidente della stessa commissione, Cesare Damiano (Pd). "I miglioramenti che abbiamo apportato -dice- riducono il rischio di precarietà". Damiano inoltre non teme il fatto che il governo possa porre la fiducia: "Ma basta che sia sul testo -spiega- che noi abbiamo licenziato".

"I miglioramenti fatti -sottolinea Damiano- compensano largamente la conferma dei 36 mesi senza causalità. La riduzione delle proroghe da 8 a 5 va aggiunta al fatto che sono 5 proroghe in tutto nell'arco dei 36 mesi, anche qualora venga rinnovato il contratto. Faccio un esempio: assumo Antonio come elettricista e gli faccio 3 proroghe, lo lascio a casa e poi lo riassumo con un rinnovo. Quindi aveva già consumato 3 proroghe e ora gliene restano 2. Al terzo contratto di rinnovo -conclude Damiano- non avrà più proroghe e ha solo rinnovi: quindi, una volta terminati i 36 mesi, ha solo il tempo indeterminato".

E anche in un intervento su 'L'Unità' Damiano ribadisce che sul dl lavoro "la nostra intenzione è stata, fin dall'inizio, quella di correggere il decreto, e non di stravolgerlo". Il pareggio di bilancio "è un vincolo che aggrava la recessione, una vera e propria camicia di forza. Non a caso Obama ha ascoltato i consigli degli economisti e ha detto no". Così, in un intervento su L'Unità, l'economista Riccardo Realfonzo.

"Ho molto fiducia nel premier, ha grande determinazione. Ma il suo impegno non basta per uscire dalla crisi. Come il Cireneo che porta la croce di Gesù, dobbiamo andare oltre l'egoismo: basta una notte in ospedale con chi soffre, un prestito senza usura". Così monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso, responsabile welfare della Cei e autore delle meditazioni della via Crucis di oggi, in un'intervista a 'Il Giorno' sul fenomeno del precariato.

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