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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

07 aprile 2015 | 10.16
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La crisi economica al centro dei giornali in edicola.

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"Questo evento ha due caratteristiche importanti: da una parte deve mostrare al mondo le produzioni industriali italiane e viceversa, dall'altra stimolare un grosso afflusso turistico e di uomini d' affari. E' un elemento di dinamizzazione dell'economia italiana. Senza contare che il momento non potrebbe essere migliore con l' euro così basso rispetto alle altre monete". Così, intervistato da 'Il Messaggero', l'economista Jean Paul Fitoussi.

Per l'economista "quando c'è un investimento che ha un effetto positivo sul funzionamento degli affari della Regione in cui l'investimento è fatto, si produce un' esternalizzazione sull' insieme dei commerci di questa regione che non sono calcolati come rendita dell'investimento. Non è detto che lo stato sappia meglio dei mercati dove bisogna investire. Attraverso l' Expo si lasciano i mercati decidere dei prodotti industriali che avranno più successo".

"Dopo sei anni in cui si è chiesto molto a noi e poco agli altri è giunto il momento che si chieda molto agli altri e meno a noi». Il presidente dell' Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, intervistato da 'La Repubblica', sul Documento economico finanziario gioca d'anticipo, chiedendo al governo un incontro prima del varo definitivo.

"Io non voglio aprire alcun balletto. Con il governo -continua- è necessaria una discussione a monte, prima che decisioni e cifre diventino immodificabili. Anche perché in questi anni sono stati i Comuni i primi ad aver contribuito al risanamento del Paese".

Claudio Borio, che guida il 'Monetary and Economic Department', lancia, intervistato da 'Il Sole 24 ore' un messaggio preciso: "dobbiamo liberarci dall' illusione di poter ottenere crescita sostenibile con il debito".

Qualche rischio già si intravvede. "In paesi meno colpiti dalla crisi come alcuni emergenti, anche molto grandi, o in paesi avanzati grandi esportatori di materie prime -spiega Borio- c'è stata o è ancora in corso una forte crescita del credito e delle quotazioni immobiliari: ci sono segni di possibili rischi finanziari e macroeconomici per il futuro".

Anche in alcuni paesi che sono usciti o stanno uscendo dalla crisi, dove la situazione sembra più tranquilla, ci sono "segnali normalmente associati con gli stadi più avanzati di un boom finanziario: assunzioni aggressive di rischi, premi al rischio compressi, standard creditizi generosi".

"Quella lista comprendeva troppe voci, persino l'Iva agevolata sul pane. Tagli ce ne saranno, ma graduali". Così Roberto Perotti, economista e consulente di Palazzo Chigi, intervistato da 'La Stampa', sui possibili tagli alle agevolazioni fiscali nel Def.

E sulle agevolazioni sui mutui dice "stiamo ragionando della possibilità di garantire alcune agevolazioni anzitutto ai redditi più bassi".

Per Perotti la crescita "la si deprimerebbe di più aumentando l'Iva. Ma anche se non ci fosse di mezzo l' aumento dell'Iva, ricordiamoci che l' Italia ha una spesa che vale il 52 per cento del prodotto, e che molte di queste spese servono solo ad alimentare gli appetiti delle lobby e a distorcere la concorrenza. Meglio tagliare queste spese e usare quei fondi per ridurre le tasse sul lavoro. A tutti".

"Qui da noi funziona bene. Il numero dei ragazzi che prende contatto è alto. Noi però l' abbiamo avviato in un contesto in cui la strada era ben avviata". Così il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, intervistata da 'La Stampa', sul programma 'Garanzia Giovani'.

"È uno strumento -spiega- non facile da utilizzare. I soldi però non mancano, bisogna avere la saggezza di utilizzarli. E i centri per l' impiego non sono stati impeccabili".

"Non vogliamo assolutamente far scattare le clausole di salvaguardia che gelerebbero i consumi. Non scatteranno né nel 2016, né nel 2017". E i 16 miliardi necessari li troveremo "in due modi. Da un lato con il miglioramento di quel dato di bilancio che potrà derivare nel caso si realizzi una crescita superiore rispetto alle previsioni". Così il vice ministro all'Economia Enrico Morando intervistato da 'Qn'.

La revisione della spesa si traduce nei 10 miliardi di tagli agli sconti fiscali? "Non le confermo affatto -conclude Morando che saranno 10 miliardi".

"Matteo Renzi ha sfasciato i conti pubblici e ha peggiorato la situazione ereditata da Enrico Letta". Lo dice, intervistato da 'Qn', Luca Ricolfi, sociologo che insegna analisi dei dati all' Università di Torino.

"Il problema -spiega Ricolfi- è che i politici guardano sempre al futuro, senza considerare quello che si è fatto prima. Renzi ha ereditato una situazione economica migliore sia rispetto ai tempi di Letta sia a quelli di Monti. Ciò nonostante, invece di approfittarne -conclude- raddrizzando la barca, ha continuato a farla affondare".

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