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Recovery, Cantiere Navale Vittoria: riconoscere strategicità industria navalmeccanica

12 gennaio 2021 | 18.04
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Roma, 12 feb. (Adnkronos)

A poche ore dal Consiglio dei Ministri che potrebbe dare il via libera al Recovery Plan, il Cantiere Navale Vittoria, azienda leader nella progettazione e costruzione di imbarcazioni militari e paramilitari, commerciali e dal lavoro, chiede che il piano nazionale di ripresa riconosca l’importanza strategica dell’industria Navalmeccanica. “Il Recovery Plan è una grande opportunità per la ripartenza del Paese- afferma Luigi Duò, componente del CdA del Cantiere Navale Vittoria- auspichiamo che nella ripartizione del fondo si tenga conto della centralità e dell’importanza strategica dell’industria navalmeccanica che rappresenta l’1% del Pil nazionale".

"In questo difficile momento per la cantieristica privata, in particolare, e lo shipping in generale riteniamo necessari - indica Duò - due interventi: il sostegno per l’acquisizione di nuove commesse e/o il mantenimento di quelle già acquisite, per evitarne la cancellazione, e quello per favorire gli investimenti in tecnologia, digitalizzazione, ricerca e formazione, con un contributo a fondo perduto corrispondente all’80% degli investimenti da realizzare, in linea con i provvedimenti giustamente adottati per l’edilizia".

"Per favorire nuove commesse o il mantenimento degli ordini, una strada percorribile potrebbe essere quella che prevede contributi a fondo perduto, non inferiori al 40% del prezzo nave con tetto massimo di 100 milioni di euro per singola iniziativa, incluse le navi da crociera. Tali risorse - prosegue Duò_ potrebbero derivare dai risparmi di cassa integrazione, imposte e tasse e contributi sociali conseguenti al mantenimento dell’attività produttiva per un comparto formato da oltre 1200 imprese che occupano circa 90 mila lavoratori ed erogano allo Stato oltre 2 miliardi. Infine, l’Italia, come la Germania, dovrebbe prevedere un significativo contributo per incentivare l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile per la propulsione navale”.

“I provvedimenti che noi ci auguriamo possano essere presi sono in linea con la politica economico-finanziaria delle autorità europee, elaborata con il piano NEXT GENERATION EU e siamo sicuri che garantirebbero il rilancio del nostro settore. Non si può ignorare - sottolinea Duò - il grande vantaggio economico generato da nuove commesse e dal mantenimento nel PIL nazionale degli ordini passati a cantieri nazionali da committenti stranieri e dagli armatori italiani, costretti, in passato anche recente, a commissionare navi all’estero. Inoltre assicurerebbe al Paese, che vive sull’import e sull’export, la disponibilità di una flotta moderna ed efficiente, ad alto contenuto tecnologico, a basso consumo energetico e ridottissimo inquinamento.

"Come requisiti tecnici delle nuove commesse assistibili, come linee guida, si potrebbe fare riferimento anche a quelle indicate nel Regolamento UE n.651/2014. Il tutto darebbe un impulso decisivo all’adozione da parte dei cantieri nazionali delle tecnologie più avanzate, aprendo loro le porte del mercato dove la domanda mondiale è più interessante e a maggiore marginalità. La cantieristica italiana non può perdere questa opportunità, dobbiamo guardare al futuro con visione e coraggio”, conclude Duò.

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