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Reddito cittadinanza, 100 euro in contanti e il resto?

25 gennaio 2019 | 06.47
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Il reddito di cittadinanza che verrà erogato da aprile 2019 su un card acquisti elettronica - realizzata da Poste Italiane - prevede delle regole ben precise per quel che riguarda la spendibilità dell’integrazione ricevuta. Tra l’altro l’obiettivo del Governo - oltre a dare un importante sostegno per il reddito delle famiglie in difficoltà - è quello di immettere nuova liquidità nell’economia nazionale; insomma, il contributo ricevuto ogni mese deve essere utilizzato dalle famiglie per acquistare prodotti di prima necessità (e non solo) ed è per questo che non può essere accantonato e cumulato con quanto verrà erogato il mese successivo. Insomma, il reddito di cittadinanza va speso tutto perché un eventuale residuo si perde parzialmente.

A tal proposito nel decreto con cui viene introdotto il RdC si legge che “il beneficio è ordinariamente fruito entro il mese successivo a quello di erogazione” e che un eventuale resto non speso e non prelevato è “nei limiti del venti per cento del beneficio erogato.” Come si può leggere nel decreto, però, il reddito di cittadinanza - oltre a poter essere speso tramite la carta acquisti - può essere prelevato e speso in contanti. Anche in questo caso, però, c’è un limite ben preciso: ogni mese si possono prelevare al massimo 100,00€, mentre l’importo spettante dovrà essere speso tramite la carta reddito di cittadinanza di Poste Italiane.

Anche questo divieto ha degli obiettivi ben precisi: da una parte monitorare il più possibile l’uso che una famiglia fa del reddito di cittadinanza così da rendersi conto per tempo di eventuali atteggiamenti sospetti. Dall’altra si fa in modo che gli esercizi commerciali non possano esimersi dallo scontrinare il pagamento ricevuto.

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