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Roma, è guerra per i tavolini all'aperto, bar e ristoranti pronti a ricorrere al Tar

25 giugno 2021 | 16.24
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Il problema dei dinieghi viene posto su vie di 'primaria viabilità' ma esercenti chiedono revisione elenco

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A Roma gli esercenti di bar e ristoranti sono sul piede di guerra, motivo del contendere i dinieghi che stanno arrivando per mettere i tavolini fuori dai locali, in modo da recuperare le pesanti perdite subite a causa delle chiusure e delle restrizioni per il covid. Da Prati al Pigneto è pioggia di rifiuti da parte degli uffici del Dipartimento Mobilità e Viabilità del Comune di Roma. E dunque i commercianti sono pronti a fare ricorso. "Stiamo valutando di presentare ricorsi al Tar, anche al Consiglio di Stato e se necessario di promuovere una class action per vincere la battaglia per i tavolini all'esterno", annuncia all'Adnkronos Claudio Pica, presidente di Fiepet Roma e Lazio.

"Stanno arrivando diversi dinieghi da parte dell'Ufficio alla Mobilità che respingono centinaia di richieste in varie zone sia centrali che periferiche per il fatto che molte vie sono considerate di Grande Viabilità' nell'elenco del Codice della Strada, dunque, i funzionari pongono un problema di mobilità e sicurezza stradale rifacendosi alla norma nazionale - spiega Pica - e questo nonostante la delibera dell'assemblea capitolina a maggio abbia autorizzato il collocamento dei tavoli anche con pedane e ombrelloni in zone tariffate (strisce blu), andando in deroga a diversi vincoli". "Saranno 600-700 persone che hanno ricevuto il diniego a mettere i tavoli all'esterno, ci sono tanti casi che ci arrivano dagli associati", aggiunge Pica.

Sulla stessa lunghezza d'onda è la Fipe. Il diniego all'occupazione del suolo pubblico nelle strade di grande viabilità "è un problema serio a Roma perché impedisce agli esercenti dei pubblici esercizi, bar e ristoranti di allestire gli spazi esterni" afferma Sergio Paolantoni, presidente Fipe Roma, interpellato anch'egli dall'Adnkronos. "Noi abbiamo sottolineato all'assessorato alla Mobilità che alcune strade che vengono considerate di primaria viabilità lo erano ma in effetti non lo sono più. Noi chiediamo che alcune norme sulla codificazione della viabilità vadano riviste in base alla realtà attuale". "Ci stiamo muovendo con gli avvocati. Non escludiamo la possibilità di fare ricorso per chiedere una revisione sulla interpretazione del Codice della strada - aggiunge Paolantoni- noi abbiamo proposto anche di fare isole pedonali temporanee ma da una parte c'è l'assessorato al Commercio e la sindaca Raggi che hanno dato la possibilità e dall'altro l'assessorato alla Mobilità che invece nega i permessi perché troppi dehors lungo la strada negano la possibilità di parcheggi e rendono difficile il transito. Stiamo tra due fuochi".

Gli esercenti che hanno investito migliaia di euro per allestire pedane, ombrelloni e inferriate, fino a 10 mila euro a locale, si sentono "beffati" sottolinea il rappresentante Fiepet. I ristoratori e i baristi hanno speso dai 3.000 ai 10 mila euro tra ombrelloni, solo le inferriate costano dai 200-400 euro a metro lineare, quindi per un recinto di 15 metri si spendono oltre 4.000 euro.

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