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Roma, omicidio Gianicolo: a Santa Maria in Trastevere i funerali di Carlo Macro

21 febbraio 2014 | 14.31
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Sconcerto, smarrimento, dolore per una morte ingiusta, repentina e violenta. Questa l'atmosfera che si respirava nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, dove questa mattina sono stati celebrati i funerali di Carlo Macro, il giovane assassinato pochi giorni fa al Gianicolo con un colpo di cacciavite al petto.

Un grande cuscino di rose bianche copriva il feretro, accolto fuori e dentro la chiesa dall'abbraccio della famiglia e di tanti, tanti amici. In sottofondo la musica a lui piu' cara: 'We shall overcome', nella versione cantata da Bruce Springsteen, quel 'Boss' che spesso con la sua chitarra Carlo suonava nei locali di Trastevere.

La mamma Giuliana, il fratello Francesco e lo zio di Carlo in prima fila dietro la bara, sulla quale sono state poi appoggiate una sciarpa della Lazio e una di Bruce Springsteen. Accanto alla madre l'assessore alle Poliche sociali del Comune di Roma Rita Cutini, visibilmente addolorata. In una chiesa gremita di giovani e meno giovani, don Marco Gnavi, che ha officiato la cerimonia, ha sottolineato nella sua omelia come "la morte di Carlo e' stata ingiusta, inaspettata e violenta. La violenza nella vita quotidiana si manifesta in maniera misteriosa, e si e' portata via Carlo che era un giovane pieno di vita, che amava la musica e soprattutto che conosceva i valori dei rapporti umani".

"Un ragazzo d'oro generoso con tutti, aperto e sensibile ai problemi degli altri. Qui a Trastevere lo conoscevano in tanti per la sua musica. Trascorriamo una vita quotidiana disarmata in un mondo complicato che ha bisogno di speranza, calore e coraggio - ha detto ancora Don Marco Gnavi - Non facciamoci contagiare dal cinismo e dalla violenza - ha esortato il parroco -, Carlo non lo vorrebbe perché credeva e continua a credere in un mondo puro e nella bontà delle persone. Riempiamo i nostri cuori d'amore e per la mamma Giuliana, per Francesco e per lo zio. Stringiamoci in un abbraccio dolente per tutti coloro che sono morti in maniera insulsa".

I tanti, tantissimi amici di Carlo, lo hanno ricordato per la sua generosita', compassione e voglia di aiutare chi e' in difficolta'. Si sono susseguiti al microfono ricordando in particolare il suo senso di ''amicizia disinteressata e le capacita' di osservare e di ascoltare''. Un amico ha raccontato quando sei mesi all'anno lavorava nell'albergo di famiglia a Pescasseroli, preparava i pasti per centinaia di persone "scaldando le fredde sale dell'hotel con il calore del suo impegno".

Difficile il saluto al feretro all'uscita dalla chiesa, accompagnato ancora dalla musica di Springsteen. In tanti hanno voluto toccare o lasciare un fiore sulla bara, qualcuno non voleva lasciarlo andare e infine il parroco, gli amici e i familiari si sono stretti in un grande e profondo abbraccio e in un lungo applauso: 'Ciao Carlo' una voce ha gridato.

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