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Salute: gioco d'azzardo passatempo per 20% minori, 1 adulto su 3 non se ne accorge (2)

26 aprile 2014 | 13.42
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(Adnkronos Salute) - Secondo l'indagine, i giovanissimi giocano per fare soldi, ma soprattutto per divertimento, per emozione. Anche loro provano il brivido della scommessa. "Fra il 25% dei bambini con meno di 10 anni che hanno giocato al gratta e vinci, alle lotterie, al bingo, il 5% lo fa addirittura spesso, per divertirsi - prosegue Mele - Videopoker e slot-machine, con i loro colori sgargianti, attraggono anche i più piccoli, tanto che ci gioca il 7-8% degli under 10 e il 13% vorrebbe farlo. Dobbiamo riuscire a far perdere fascino a questi passatempi, perché un bimbo che si gioca la paghetta alla sala giochi diventerà molto probabilmente un adulto che butterà lo stipendio in qualche sala scommesse", avverte.

Non solo. “L'aspetto più sconcertante che emerge dall'indagine è la sostanziale elusione del problema da parte degli adulti: i genitori hanno un atteggiamento ambivalente, da un lato preoccupati, dall'altro inerti", afferma il pediatra. Più della meta' dei genitori intervistati si preoccupa che il proprio figlio giochi d'azzardo (55%), molti di più sono consapevoli che il gioco possa diventare patologico anche nei minori (75%). Ma poi la maggioranza non fa nulla per proteggere i figli: "Alcuni sanno che i propri figli giocano - sostiene Mele - ma non sanno con chi e sembra quasi che sia qualcosa che non li riguardi".

In sostanza, prosegue, "tanti girano la testa dall'altra parte, non vogliono affrontare il problema, non pensano che il gioco d'azzardo possa costituire un problema, una dipendenza e che questi aspetti negativi possano presentarsi anche nei giovanissimi". Ben

il 90% dei genitori non sa che cosa significhi ludopatia, eppure a uno su due è capitato che il figlio volesse giocare, magari contribuendo a scegliere i numeri per la schedina del superenalotto o provando un gratta e vinci. Perche' in Italia la febbre del gioco e' sempre stato alto. "Il gioco entra nelle vite dei ragazzini in maniera strisciante perché è un'attività 'normale', tollerata e praticata abitualmente in famiglia. Il 50% dei genitori frequenta sale scommesse più o meno frequentemente: in questa situazione, non stupisce che il 55% dei ragazzi partecipi ai giochi d'azzardo dei grandi o chieda di farlo”, conclude, rinnovando l'invito a tenere alta l'attenzione sul fenomeno.

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