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Sanita' Lombardia: slitta mozione Mantovani, Pd-Patto Civico fuori dall'Aula

'Non parteciperemo ai lavori fino a segnale di discontinuita''

SANITÀ

Milano, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Pd e Patto Civico sulle barricate in Lombardia contro la decisione di discutere nella seduta di Consiglio regionale del 10 giugno, invece che in quella di oggi, la mozione di censura all'assessore alla Salute Mario Mantovani. "Via dalla Commissione sanità fino a quando Maroni non darà chiari segnali di discontinuità", annunciano i due gruppi consiliari promotori dell'iniziativa. "Come ha comunicato in Aula il coordinatore del centrosinistra Umberto Ambrosoli, Pd e Patto Civico rimarranno fuori dal Consiglio e dalla Commissione sanità su tutti i provvedimenti in materia sanitaria, fino a quando Maroni non relazionerà in Aula sulle contromisure assunte e fino a quando non sarà discussa la mozione di censura all'assessore Mantovani. Unica eccezione, i lavori dell'indagine conoscitiva su Stamina.


"I consiglieri regionali di Pd e Patto Civico hanno scelto la strada dello scontro frontale con Maroni e la sua maggioranza, fino a quando non verranno presi provvedimenti seri in merito all'ultimo scandalo relativo agli appalti nella sanità lombarda", spiegano i due gruppi. "Abbiamo capito - dice Ambrosoli - che per questa assemblea non è prioritario discutere di appalti e di sanità. E' come se questo palazzo, questo Consiglio, fosse impermeabile all'aria di speranza e di rinnovamento, alla trasparenza reclamata da tanta parte dei cittadini milanesi e lombardi. Abbiamo un assessore completamente screditato: per non aver vigilato sugli appalti, per non aver fatto fare alcun approfondimento su quanto emerso dalle indagini giudiziarie, per il suo modo di intendere la responsabilità dei direttori (generali, amministrativi, sanitari). La nostra mozione di sfiducia viene considerata ammissibile, ma viene lasciata giacere lì, in attesa non si sa bene di che cosa. Ebbene, questa tecnica della dilazione, del rinvio dei problemi, del nascondere tutto sotto il tappeto per noi non è più accettabile". (segue)



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