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Sanità, Fontana: "Urge Autonomia, la vorrà anche chi non la vuole"

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Sanità, Fontana: Urge Autonomia, la vorrà anche chi non la vuole

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La Lombardia torna a premere l'acceleratore sull'iter della riforma per l'Autonomia, anche per il bene della sanità. "Insistiamo per l'Autonomia. Dobbiamo cercare di raggiungerla con la massima velocità possibile, perché è qualcosa che non migliora soltanto noi che la vogliamo oggi", quindi Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, "ma migliorerebbe anche i rapporti all'interno di tutto lo Stato. E alla fine, anche le Regioni che oggi non la chiedono si renderebbero conto dell'importanza di averla". Parola del governatore Attilio Fontana, che ribadisce la propria posizione al Pirellone di Milano, in occasione di un convegno sull'automazione del percorso del farmaco negli ospedali del Servizio sanitario regionale. Un processo che "comincerà a entrare nella fase operativa già nel 2019" e che "in prospettiva arriverà a interessare tutte le strutture lombarde", annuncia l'assessore al Welfare, Giulio Gallera.


Rispondendo a una domanda di Bruno Vespa - moderatore dell'evento promosso dalla rivista di economia e politica sanitaria 'Italian Health Policy Brief' (Ihpb, Altis) - che gli chiede come va con il nuovo ministro della Salute, Giulia Grillo, il titolare della Sanità regionale risponde che "è stata molto impegnata" anche "perché ha avuto un bambino. L'abbiamo vista poco". Quanto a Fontana, "io vivo benissimo anche senza incontrare i ministri - spiega a margine dei lavori - Quello che dico è che insistiamo per l'Autonomia", considerando che "le scelte centraliste - dichiara alla platea - spesso cozzano con le necessità dei territori".

Il presidente si riferisce in particolare alla norma, citata come fortemente limitante anche da Gallera, secondo cui nel 2020 il costo del personale sanitario dovrà essere quello del 2004 tagliato dell'1,5%. Un 'paletto' nazionale che "può avere un senso in certe regioni - riflette Fontana - ma non ce l'ha assolutamente nella nostra, dove abbiamo la necessità di assumere medici e altro personale sanitario e avremmo le risorse economiche per farlo. Questa normativa ci penalizza, mentre nel momento in cui dovesse arrivare la riforma dell'Autonomia potremmo fare delle scelte che vanno in una direzione diversa: quella delle necessità della nostra regione e della nostra sanità".

Con l'Autonomia, sottolinea ancora il governatore, "dovremmo riuscire ad avere qualche risorsa in più che non andiamo a sottrarre ad altre Regioni, ma che deriva dall'efficientamento delle attività e delle competenze che ci vengono trasferite. La Lombardia, è risaputo - evidenzia Fontana - è la Regione che costa meno da un punto di vista organizzativo-burocratico, quindi abbiamo gli strumenti per poter svolgere le stesse attività che svolge lo Stato, ma a condizioni più vantaggiose. Migliori come efficienza, ma soprattutto più vantaggiose". E le risorse che si libererebbero "potrebbero essere investite nella sanità, nel miglioramento di altri servizi, nell'agevolazione dell'imprenditoria".

Rispondere a nuovi bisogni peculiari espressi dal territorio di riferimento, ricorda il presidente, è anche l'obiettivo della riforma socio-sanitaria regionale del 2015, che propone in particolare "un'impostazione diversa nei confronti della cronicità, del malato anziano, del paziente fragile: la presa in carico non più della malattia ma della persona, e l'accompagnamento del malato con una serie di misure previste e anticipatamente organizzate che non intervengano nel momento dell'emergenza, bensì in maniera anticipata".

Si tratta di "una riforma che va in una direzione talmente nuova" che ha comportato "qualche difficoltà di applicazione - ammette Fontana - Ma in questi ultimi tempi" per attuarla "sono stati fatti passi avanti molto importanti, direi sostanziali".



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