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Sanita': truffa per 20 mln a cassa previdenza medici

09 maggio 2014 | 12.55
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Milano, 9 mag. (Adnkronos Salute) - E' di complessivi 79 milioni di euro la truffa alle casse di previdenza smascherate nell'inchiesta milanese del pm Gaetano Ruta su Sopaf, che ha portato all'ordine di custodia cautelare nei confronti di 7 persone tra cui i vertici della società: i fratelli Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni, e il figlio di quest'ultimo, Luca. Arrestato anche Gianluca Selvi, ritenuto il dominus della Hps, il quale sarebbe stato protagonista, secondo l'accusa, dell'appropriazione dei fondi, pari a 52 milioni di euro, della cassa di previdenza dei ragionieri. Truffati anche l'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, per 7 milioni, e l'ente di previdenza dei medici (Enpam) per 20 milioni.

Secondo gli inquirenti, la società Adenium (Andrea Toschi, l'ex amministratore delegato della società controllata completamente da Sopaf è stato colpito stamane dall'ordine di custodia cautelare) tramite la propria controllata lussemburghese Adenium Sicav avrebbe sottoscritto titoli per 52 milioni di euro gestiti dalla società Hps di Selvi. I soldi, attraverso società off shore, sarebbero stati trasferiti su conti bancari alle isole Bermuda e Mauritius, e sarebbero quindi rientrati in Italia a disposizione di alcuni degli arrestati. Diverso invece il meccanismo con cui sarebbero stati truffati l'Inpgi e l'ente di previdenza dei medici. La Sopaf, che gestiva parte del patrimonio dei due istituti, avrebbe acquistato quote del Fondo immobili pubblici e li avrebbe rivenduti dopo alcuni giorni all'istituto di previdenza dei giornalisti e all'Enpam, realizzando un profitto ritenuto illecito dagli investigatori.

La Guardia di finanza del Nucleo di polizia valutaria ha sequestrato 65 immobili, la maggior parte nel centro di Milano, riconducibili agli indagati - una decina in tutto oltre agli arrestati - villette, auto e oltre 250 rapporti bancari. I reati contestati ai 7 indagati (arrestato anche Alberto Ciamperoni) sono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale. Le casse di previdenza coinvolte sono parte lese. Per due degli arrestati si sono aperte le porte del carcere, gli altri tra cui la famiglia Magnoni sono ai domiciliari.

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