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Schiavella (Fillea Cgil), no a personalismi nel sindacato

02 aprile 2014 | 14.36
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Roma, 2 apr. (Labitalia) - "Il problema vero, il virus che ci attacca, si annida nella deriva identitaria che colpisce il tessuto connettivo della Cgil e cioè la sua natura confederale. La malattia sta degenerando dopo anni di incubazione. I suoi sintomi evidenti sono il protagonismo e il personalismo di alcuni fra i gruppi dirigenti, che condiziona le scelte interne, utili più al posizionamento politico che al vero dibatto. I suoi sintomi sono il sostituirsi di una categoria alla Cgil come interlocutore generale col governo. Occorre arrestare questa deriva. Il problema è eminentemente politico e non certo disciplinare". Così Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, nel corso della sua relazione introduttiva, che ha aperto il congresso degli edili di corso d'Italia al centro congressi Frentani a Roma, è intervenuto sul confronto Fiom - Cgil, a poche settimane dal congresso confederale in programma a Rimini.

Per Schiavella "arrestare questa deriva intanto è la scelta della Fillea. Una scelta praticata non solo in questo congresso con la decisione di non presentare emendamenti nazionali ma anche in tutti questi anni; rivendichiamo il nostro ruolo nelle elaborazioni della confederazione, rivendichiamo il nostro coraggio nella scelta della sostenibilità, siamo orgogliosi della nostra identità. Siamo però convinti che essa possa vivere -sottolinea il dirigente sindacale- solo dentro un quadro di composizione di interessi e identità diverse che solo una rinnovata confederalità può rappresentare. Tutti dicono 'noi siamo la Cgil', lo diciamo anche noi ma aggiungiamo anche che senza la Cgil ciascuno di noi, categorie e tantomeno singoli dirigenti, è nulla!".

Secondo il leader degli edili "per questo la deriva identitaria va fermata subito, ora, in questo congresso, richiamando tutti al proprio ruolo in funzione di chi, e di quanto, davvero si rappresenta. Forse certe ostilità, certe paure delle presunte "dittature" delle maggioranze nascono da li, dalla differenza fra audience televisiva e rappresentanza reale". Il problema, conclude Schiavella, "non è la democrazia interna, né il fatto che si sia andati al congresso con due documenti. Semmai quello che è inaccettabile è la negazione dei risultati congressuali e il discredito generalizzato spesso gettato sull'organizzazione".

"Mentre difendiamo il lavoro che c'è occorre creare il lavoro che manca. Sul lavoro è stata fondata la nostra Costituzione e ora va difesa creando nuovo lavoro di qualità. Senza lavoro e senza sviluppo non c'è ricchezza materiale e sociale", dice ancora Schiavella. "Per noi -spiega- il Piano del Lavoro della Cgil varato a gennaio 2013 è la piattaforma sulla quale rivendicare una nuova stagione di contrattazione territoriale dello sviluppo delle nostre città e dei territori. La Fillea deve esserne protagonista insieme alla Cgil ma senza deleghe. Per il leader degli edili "qualsiasi obiettivo di crescita che riguarda il territorio deve partire però dalla consapevolezza che non è riproducibile il precedente modello di sviluppo. In questi anni -sottolinea- abbiamo traversato il deserto compiendo un lungo e faticoso cammino, flagellati dalle tempeste di sabbia della crisi ma non abbiamo mai smarrito la pista che decidemmo all'Aquila, quella della sostenibilità, della riconversione e del recupero urbano, del consumo zero di suolo, quella della difesa del territorio, del paesaggio e dei nostri inestimabili beni culturali. In proposito Pompei e Sibari per noi saranno vertenze pilota di un'azione che vuole ripartire dal Mezzogiorno e dalla sua storia per costruire al Mezzogiorno e all'Italia intera un futuro".

E per il segretario generale della Fillea Cgil è fondamentale rifinanziare la cassa integrazione in deroga. "Le migliaia di accordi sottoscritti nel settore -spiega Schiavella- hanno bisogno di un sistema di ammortizzatori sociali degno di questo nome, universale ed efficace, a partire dal rifinanziamento della cassa in deroga". "La proposta della Cgil sulla riforma degli ammortizzatori sociali -aggiunge- è la nostra proposta; ad essa aggiungiamo la necessità di rispondere allo specifico dell'edilizia: difendere cig per pioggia, tener conto della particolarità della tutela dei licenziamenti per fine cantiere; quindi allineare la contribuzione agli altri settori industriali destinando il risparmio solo in minima parte ad una riduzione complessiva del costo per le imprese e per la maggior parte ad integrazioni del reddito legate a percorsi formativi a cura del nostro sistema bilaterale e a un fondo di solidarietà che integri lo 0,10 previsto dal contratto collettivo nazionale per agevolare il pensionamento anticipato. In questo ordine e non viceversa".

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