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Scuola, Kaladich (Fidae): "Se statale è serie B paritarie è in 'promozione'"

30 novembre 2021 | 16.42
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"Se la scuola statale è di serie B la paritaria è in 'promozione". Usa una metafora calcistica Virginia Kaladich rieletta all’unanimità presidente nazionale della Fidae (Federazione Istituti di attività educative) , al termine del Congresso svoltosi a Roma dal 24 al 27 novembre, per 'riassumere' la sfida che aspetta le scuole paritarie e le linee programmatiche del suo terzo mandato.

Un terzo mandato "in continuità con il passato, mantenendo l'ascolto e la vicinanza alle nostre scuole a 360 gradi". La Pandemia, spiega Kaladich all'Adnkronos "ci ha messo di fronte a nuove sfide, e la scuola ha mostrato in modo nuovo e singolare la sua capacità di ascolto e di offrire risposte, ha aiutato i propri allievi non solo a continuare il programma, ma a leggere ciò che sta avvenendo e ci ha portato a dare risposte concrete nell’oggi per poter potenziare le poche risorse che abbiamo, creando reti, facendo squadra".

"Continueremo ad interloquire con il Governo e il Ministero, il mondo ecclesiale per raggiungere finalmente una reale parità e dare finalmente piena cittadinanza al sistema pubblico integrato. Dal 2000 la legge di parità e rimasta, infatti 'un'incompiuta'". Il problema delle risorse per le paritarie è infatti un capitolo ancora aperto e per trovare un argine sono stati aperti canali con il programma Erasmus, si è creato un consorzio cui hanno aderito già 50 scuola, sono stati attuati programmi di scambio anche per studenti della primaria.

"Siamo convinti - prosegue Kaladich - che la scuola è il luogo in cui i ragazzi possono crescere, ma per crescere bene c'è bisogno di tutto il villaggio. Istruire ad educare - evidenzia - sono un'arte e l'arte ha bisogno di risorse. L'Italia - lamenta - spende poco in istruzione e, se la scuola statale è serie B la scuola paritaria si può definire 'in promozione'. La sfida resta quella di capire che quello sulla scuola è un investimento per il futuro e il futuro della scuola inizia oggi. Non parlo solo di noi - afferma - la scuola tutta ha bisogno di dignità, di esserci. O investiamo o giochiamo a perdere".

"Abbiamo di fronte sfide importanti - conclude - e sono sicura che tutti insieme, scuole, insegnanti, istituzioni, personale scolastico, se ci aiutiamo tra di noi, camminando insieme potremo davvero trasformare la nostra scuola, rendendola un luogo migliore dove prendersi cura e accompagnare i nostri ragazzi, preparandoli alla vita. La scuola è uno dei pochi luoghi in cui si possono incontrare i giovani e mettersi in loro ascolto: radicati nel passato vogliamo guardare con speranza al futuro, al futuro delle nuove generazioni”.

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