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Sofferenze e vaccini mai fatti, la tratta dei cuccioli vale 300 milioni all'anno

09 dicembre 2015 | 20.11
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Due cuccioli salvati e affidati in adozione

Strappati alle madri quando sono ancora troppo piccoli, privi di vaccinazioni o con documenti falsi che ne attestano le profilassi di legge, trasportati e venduti come una qualunque merce a meno di due mesi di vita. E' la tratta dei cuccioli, 8mila cani e gatti di razza acquistati nei Paesi dell'Est e trasportati illegalmente ogni mese in Italia per un giro d'affari che in tutta Europa frutta 300milioni di euro l'anno.

Un vero e proprio business gestito da una rete di trafficanti organizzati che comprano animali per 30-50 euro in Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e li rivendono a partire da 600 euro. La metà dei cuccioli muore nel viaggio, gli altri spesso si ammalano o hanno tare genetiche. E le loro madri non hanno vita migliore: usate come fattrici vengono sfruttate fino allo sfinimento con più di due gravidanze all'anno indotte con la somministrazione di ormoni. E' il quadro, agghiacciante, che viene denunciato nel libro 'La fabbrica dei cuccioli' di Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, presentato oggi alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale dal presidente Sioi Franco Frattini e dal presidente della Lav Gianluca Felicetti.

"Un libro importante che denuncia una realtà di cui molti sono all'oscuro - ha detto Frattini - utile per prendere coscienza di fenomeno grave soprattutto in un periodo dell'anno in cui molti pensano che l'acquisto di un cucciolo possa essere un regalo di Natale". A rendere più facile la vita ai trafficanti c'è la mancanza di una normativa comune al livello europeo.

Per questo Frattini auspica, in vista di una legge Comunitaria, "che la Commissione, sulla base di quanto previsto dai trattati, avvii un'attività di monitoraggio Paese per Paese, su come le leggi nazionali vengono applicate, affrontando la materia non solo dal punto di vista sanitario ma sotto un profilo più ampio. Al termine del monitoraggio - aggiunge l'ex ministro degli Esteri - come avviene per altre materie, la Commissione pubblicherà poi un rapporto stilando una classifica dei comportamenti dei vari Paesi ed evidenziando le lacune, creando una base per arrivare una normativa europea".

Ma molto, come sempre, oltre alla legge possono fare i cittadini. "Bisogna capire - dice Macri Puricelli - perché non va incrementato l'acquisto di cuccioli e perché è sempre meglio adottare un animale. Siamo andati a vedere gli allevamenti. In Ungheria c'è forse la situazione peggiore. Al mercato di Pécs si trovano cuccioli di tutte le razze acquistabili da persone singole con documenti e certificazioni sanitarie false pronte in 24 ore. Compresa l'antirabbica".

E a Pécs si recano anche i trafficanti. "Lì arrivano ordinativi dall'Italia con l'elenco di quanti cuccioli si vogliono per ogni razza e si stabiliscono i prezzi. Siamo andati a vedere piccoli allevamenti lì intorno dove i cani vengono venduti a 80-100 euro. In queste vere e proprie fabbriche di cuccioli c'è un degrado sanitario terribile".

E una volta partiti per le varie destinazioni dell'Europa occidentale i cuccioli vivono una realtà di estrema sofferenza. "Fanno viaggi di 11 ore - dice Ilaria Innocenti che al Valico di Tarvisio ha seguito i controlli con le forze di polizia - ammassati o nascosti dentro camion se non nel bagagliaio di auto, senza acqua né cibo. In una notte sono stati sequestrati oltre 139 cani tra questi 5 erano chiusi nel portabagagli di un'auto senza trasportino, immersi nei loro liquami in stato di ipotermia e disidratazione. Altri, 5 barboncini, erano nascosti in un furgone pieno di mobili: 2 erano morti".

"I cani dopo essere stati sequestrati alla frontiera - aggiunge Innocenti - vengono portati in un centro sulla foce dell'Isonzo dove vengono sottoposti a tutti i controlli sanitari e dove nessuno risulta vaccinato per nessuna malattia, non solo per la rabbia ma per tutte le patologie. I volontari del centro non solo li curano ma li rimettono in sesto anche psicologicamente prima di affidarli alle famiglie che vogliono adottarli". Ed è proprio l'adozione, secondo le autrici, la chiave per scardinare il sistema: "Scegliere sempre l'adozione e mai l'acquisto, l'amore non si compra".

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