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Tav, Ue: "Meno fondi se ci sono ritardi"

ECONOMIA
Tav, Ue: Meno fondi se ci sono ritardi

Il cantiere Tav nel lato francese, a Saint Martin de la Porte (FOTOGRAMMA)

Eventuali ritardi nell'esecuzione della Tav Torino-Lione potrebbero portare a una "riduzione" dei fondi Ue destinati a finanziarne la realizzazione. Lo ribadisce Enrico Brivio, portavoce della Commissione Europea per i Trasporti, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, dopo l'incontro tra i ministri Danilo Toninelli ed Elisabeth Borne.


La Torino-Lione, dice il portavoce, "è un progetto importante", non solo "per Francia e Italia ma per l'Europa. Il progetto è in corso ed è importante che tutte le parti mantengano i propri sforzi" per realizzarla.

"Abbiamo visto le notizie - continua Brivio - sull'incontro dei ministri" Danilo Toninelli ed Elisabeth Borne. "Possiamo solo aggiungere che, come qualsiasi altra opera connessa all'Europa, ritardi nella realizzazione del progetto potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti Ue. Speriamo - conclude - che tutte le parti coinvolte siano in grado di eseguire il progetto nei tempi previsti".

SCONTRO CONFINDUSTRIA-TONINELLI - Oggi una delegazione di industriali ha compiuto una visita al cantiere di Saint Martin La Porte, in Savoia in Francia, per osservare lo stato di attività dello scavo per la realizzazione del tunnel euroalpino della Torino-Lione. Il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli, ha spiegato le ragioni della visita. ''Come Confindustria Piemonte abbiamo deciso di fare quello che spetterebbe al ministro delle Infrastrutture prima di commissionare vaghe analisi costi-benefici - ha detto Ravanelli - per non spegnere l’attenzione su un’opera che riteniamo fondamentale per la competitività futura del nostro sistema manifatturiero, andare sul luogo dei lavori, verificare il loro avanzamento, parlare con i responsabili e ragionare sull’impatto infrastrutturale che l’opera avrà sul nostro Paese nel lungo periodo, anziché dire che l’opera non esiste e fare disinformazione''.

Abbiamo trovato un cantiere in piena operatività che impiega oltre 400 persone, e che, come ci è stato spiegato, ha superato il 15% del totale degli scavi, pari a 25 km dei 162 previsti'', ha proseguito Ravanelli sottolineando che se l'opera venisse fermata ''renderebbe inutili 3000 km di Corridoio Mediterraneo, tagliando fuori il cuore produttivo dell’industria italiana dai flussi strategici delle merci''.

Toninelli ha replicato dicendosi "orgoglioso per lo sforzo" che sta facendo con la sua squadra "per usare con attenzione i danari pubblici, rispetto a un'opera che dopo decenni di discussioni non ha ancora visto scavare un centimetro del tunnel di base. A vergognarsi dovrebbero essere quelli che negano questo".



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