Paga minima e tetto consegne, la bozza del governo sui rider

ECONOMIA
Paga minima e tetto consegne, la bozza del governo sui rider

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Il ministero del Lavoro cerca di stringere i tempi sul dossier "rider", i fattorini delle piattaforme del food delivery, e invia alle parti una prima bozza di intervento in vista di un prossimo incontro da convocare a breve. Un documento che, a quanto apprende l'Adnkronos, punta ad arrivare alla firma condivisa tra piattaforme digitali e rider di un "accordo collettivo" ad hoc con cui garantire ai fattorini impiegati con rapporti di lavoro di tipo non subordinato una serie di nuove tutele minime, dal salario all'orario di lavoro.


Un "accordo collettivo" per il settore che si avvale di piattaforme digitali "attraverso rapporti di lavoro di tipo non subordinato". E' questo il punto di arrivo a cui il governo sta pensando. Dopo mesi e mesi di una trattativa andata a vuoto con le piattaforme digitali, i sindacati e i rappresentanti delle maggiori associazioni di fattorini, il ministero del Lavoro, a quanto apprende l'Adnkronos, ha infatti definito una bozza di accordo con cui trovare la quadra del negoziato, da condividere con le parti entro fine anno.

Ai rider occupati con rapporti di lavoro non subordinato, dunque, l'accordo collettivo dovrà garantire una serie di tutele minime che troveranno poi forma compiuta in un contratto scritto o digitale: dalla definizione di una paga minima oraria, con il divieto di pagamento a cottimo, alla copertura previdenziale Inps e Inail; dal numero massimo di 3 consegne all'interno di un'ora di disponibilità (salvo deroghe) al rimborso per le spese di manutenzione del mezzo proprio a carico del datore di lavoro; fino all'individuazione di una indennità forfettaria di fine rapporto a carico del datore di lavoro proporzionata alla durata del 'contratto' e all'ammontare complessivo del lavoro prestato.

L'accordo collettivo, si legge ancora nella bozza, dovrà inoltre stabilire anche alcune maggiorazioni salariali sia in caso di lavoro notturno che per le attività nei giorni festivi (si ipotizza almeno un 30%) e definire una doppia soglia di impegno di lavoro per i rider, tra un massimo di 35 ore settimanali ad una soglia minima. A carico del datore di lavoro anche l'ipotesi di un rimborso forfettario delle spese di manutenzione del mezzo di trasporto utilizzato per le consegne e dei dispositivi mobili (50 euro mese elevati a 100 in caso di mezzo di trasporto a motore). E ancora: il divieto di utilizzo di algoritmi; il diritto alla libertà sindacale e la costituzione di un Osservatorio, cui parteciperanno le piattaforme e i rider, cui affidare il compito di monitorare l'attuazione dell'accordo.



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