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Germania 'media' tra Italia e Ue

ECONOMIA
Germania 'media' tra Italia e Ue

(Fotogramma)

La Germania prova a mediare tra l'Italia e la Commissione europea sul delicato dossier dei conti pubblici . A quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti governative tedesche, l'occasione potrebbe essere il G20 finanziario di Fukuoka, in Giappone, questo weekend, dove si dovrebbe svolgere un incontro bilaterale informale tra il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, dopo l'avvio oggi della procedura sui conti italiani da parte della Commissione.


Partendo dalla premessa che un procedimento Ue contro la terza economia europea non è nell'interesse della zona euro, Berlino punta a ritagliarsi un ruolo di mediazione per riportare l'Italia sul binario del consolidamento e dunque del rispetto delle regole Ue. Già a fine novembre 2018, quando Roma scongiurò in extremis la scure Ue, Scholz venne in missione a Roma, ed ebbe uno scambio di vedute sulla legge di Bilancio italiana in fase di gestazione. Il vicecancelliere tedesco in quell'occasione incontrò sia il ministro dell'Economia, Giovanni Tria che il vicepremier, Luigi Di Maio.

Un ruolo, quello della Germania, che si svolgerebbe, comunque, dietro le quinte. Tant'è vero che, proprio oggi, il vice cancelliere Scholz ha sottolineato che la partita, che si è aperta oggi con la proposta della Commissione europea di apertura della procedura di infrazione nei confronti del'Italia, deve svolgersi tra Roma e Bruxelles. Il dialogo, argomenta, "è stata la strada giusta l'anno scorso. E lo sarà di nuovo anche quest'anno".

Ma a confermare che Berlino da lontano tiene un occhio vigile sulle vicende italiane, anche un tweet di tre giorni fa del chief economist del Finanzminister, Jakob von Weizsäcker sulla questione dei cosidetti 'mini-bot' italiani, che in pratica permetterebbero di pagare i debiti commerciali della Pubblica amministrazione anche attraverso l’emissione di titoli di Stato di piccolo taglio.

"I minibot - scrive von Weizsäcker - sembrerebbero avere due conseguenze (in termini pratici e non giuridici): creare una valuta parallela all’euro e rendere di 'serie B' i titolari di queste obbligazioni, che sarebbero soprattutto italiani, incluse le banche italiane e i pensionati italiani. A chi gioverebbero?".

Ma non solo il capo economista del ministero delle Finanze, qualche giorno, prima aveva anche fatto un retweet di un articolo del Financial Times nel quale si notava come l'aumento dei rendimenti italiani per la prima volta dal 2008 abbiano superato quelli degli equivalenti titoli ellenici.



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