La settimana del Ftse Mib si apre in rosso

FINANZA
La settimana del Ftse Mib si apre in rosso

(Afp)

L’escalation della tensione sul fronte commerciale spinge le vendite sui listini azionari. Dopo la decisione dell’amministrazione Trump di incrementare i dazi dal 10 al 25 per cento su 200 miliardi di “made in China”, oggi è arrivata la risposta di Pechino: dal 1° giugno la Cina alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di merci provenienti dagli USA, interromperà i maggiori acquisti promessi di prodotti agricoli ed energetici (gas liquefatto) e ridurrà gli ordini di aerei Boeing. Nel complesso, saranno 2.493 i beni prodotti negli Stati Uniti colpiti dalle nuove misure.


A Milano il Ftse Mib ha terminato a 20.593,72 punti, -1,35% sul dato precedente. Nel comparto industriale spiccano le vendite che hanno colpito Leonardo e Prysmian, in calo rispettivamente del 4,68 e del 2,91%. Dopo la chiusura degli scambi, quest’ultima ha annunciato di aver chiuso i primi tre mesi con un utile netto di 89 milioni di euro, dai 28 milioni di 12 mesi prima.

Nel comparto delle tlc -1,97% di Telecom Italia, penalizzata dalle voci di trattative con Open Fiber che procederebbero a rilento. Rosso anche per Tiscali (-1,42%), sospesa al rialzo nella prima parte dopo la diffusione della notizia che Amsicora (società di investimento italiana fondata e gestita da Claudio Costamagna, Alberto Trondoli, Manilo Marocco e partecipata anche da altri investitori privati) ha sottoscritto un accordo per acquisire il 22,059% del provider sardo.

Particolarmente bersagliati dalle vendite anche i titoli legati al made in Italy: Moncler è scesa del 4,47%, Ferragamo ha perso 2,58% e Geox ha lasciato sul campo il 13,27%. Nei primi tre mesi dell’anno la società ha registrato ricavi in calo dell’1,6% (a parità di cambi) a 260,9 milioni di euro stimando vendite annuali nel canale wholesale in calo “single digit” rispetto al 2018. Equita Sim ha ridotto le stime 2019 del 3% a livello di Ebitda: “il commento del management sul trading corrente aumenta l’incertezza del mercato, a causa delle sei settimane in aprile e maggio influenzate negativamente da condizioni meteorologiche inusuali”.

Limita le perdite Generali (-0,59%), il Ceo della compagnia russa Ingosstrakh ha ribadito che il Leone vorrebbe incrementare la quota detenuta (“non svelo nessun segreto se dico che le Generali vorrebbero accrescere la loro presenza in Russia”) ma anche ammesso che al momento non ci sono soci disponibili a vendere (“per quanto ne sappia non mi risulta che ci siano soci che vogliano vendere”).

Chiudiamo con il comparto bancario, dove UniCredit ha segnato un -2,8% nel giorno dell’annuncio dell’uscita dal gruppo di Finecobank (-2,48%). Nuovo incremento per il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi, salito in avvio di settimana a 276,1 punti base (+1,32%). (in collaborazione con money.it)



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.