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Sottosegretario Cassano, coinvolgere Mezzogiorno se Italia vuole ripartire

04 marzo 2014 | 18.40
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Roma, 4 mar. (Labitalia) - "Se l'Italia vuole ripartire, deve farlo coinvolgendo totalmente il Mezzogiorno, con politiche dedicate e innovative rispetto agli anni passati. Una sfida in cui sono in gioco il presente di migliaia di famiglie e il futuro dei nostri figli". Ha le idee chiare Massimo Cassano, senatore del Nuovo Centrodestra, partito di cui è anche coordinatore per la Puglia, e neosottosegretario al ministero del Lavoro, che in un'intervista a Labitalia parla del suo nuovo incarico istituzionale.

Riferendosi alla delega che potrebbe essergli attribuita, Cassano fa notare che "non è importante". "Certo, sono nato, vivo e lavoro a Bari e in Puglia -ammette- e conosco bene le criticità del Mezzogiorno, ma occorre un impegno di squadra serio e leale per vincere questa sfida".

"La priorità in questa Italia - avverte il sottosegretario - è una sola: la lotta alla disoccupazione. I nostri figli, le donne e ormai anche miei coetanei hanno 'fame' di lavoro. Nel Sud c'è una drammatica emergenza sociale che spesso va ad alimentare le fila della manovalanza criminale. Il nostro compito deve necessariamente essere quelle di ricreare le condizioni per produrre nuova occupazione".

"Tutti devono fare la propria parte - fa notare Massimo Cassano - affinché ci sia una sinergia con le imprese che devono essere messe nelle condizioni di portare nuovi investimenti sul territorio. Il mio primo pensiero, quando ho saputo di questo prestigiosissimo incarico, è andato a quei dati tragici sull'occupazione che avevo letto qualche minuto prima".

"Sono commercialista e manager di azienda - ricorda - e ho un bacino elettorale principalmente nei quartieri popolari: so cosa significa la sofferenza dei giovani e degli imprenditori. Mi impegnerò al massimo per venire fuori da questo fallimento che è frutto degli ultimi 20 anni di politica disastrosa".

Riferendosi poi a quanto annunciato dal ministro Poletti sul fatto che il governo lavora a uno strumento universale per quanto riguarda la protezione contro la disoccupazione, il sottosegretario al Lavoro si dichiara "completamente d'accordo". "Ci sono lavoratori - rimarca - che hanno un elemento di difesa di fronte alla crisi, mentre altri che sono completamente abbandonati".

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