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Sport addio, a 12-14 anni 30-40% ragazzi abbandona

14 settembre 2019 | 12.00
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di Margherita Lopes

A settembre scatta per molti bambini l'iscrizione in piscina o palestra. Ma con il passaggio dalle medie alle superiori, il 30-40% dei giovanissimi italiani dice addio a tuta e scarpe da ginnastica. "Il drop out, l'abbandono della pratica sportiva, ci preoccupa: a 12-14 anni fino al 40% smette di fare sport, con punte molto più elevate tra le ragazze. Un problema cui è difficile mettere un freno, oltretutto in un periodo critico dello sviluppo: l'adolescenza, la pubertà. E bisogna dire che l'abbandono dello sport non è contrastato né dalle famiglie, né dalla scuola". A sottolinearlo all'Adnkronos Salute è Attilio Turchetta, esperto di Medicina dello sport della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile della struttura di Medicina dello sport dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

"Un fenomeno preoccupante", che rischia di incidere sullo sviluppo dei giovanissimi e di favorire sovrappeso e obesità. "Oltretutto la scuola superiore italiana - continua l'esperto - non favorisce lo sport, anzi sembra svantaggiare chi fa agonismo, spesso visto come se con questa scelta portasse via tempo allo studio". Ben diversa la mentalità anglosassone: negli Stati Uniti "i risultati sportivi consentono addirittura ai ragazzi di assicurarsi la frequenza delle università più prestigiose".

Se a preoccupare i pediatri è la situazione degli adolescenti, anche i piccoli non se la passano bene. "Da noi lo sport non è previsto nella programmazione della scuola elementare, e ciò è grave. L'Università di scienze motorie - evidenzia Turchetta - prepara al meglio allenatori e istruttori, ma c'è un'enorme carenza a livello normativo e per quanto riguarda le strutture. Penso all'essenza di palestre attrezzate in molti istituti, mentre non ho contezza dell'esistenza di piscine all'interno di scuole pubbliche".

"La mancanza di strutture e di organizzazione - sottolinea lo specialista - è un grande limite a contrastare il drop out". Ma quanto sport dovrebbero fare i nostri giovanissimi? "Il numero magico - assicura Turchetta - è di minimo 150-180 minuti a settimana, e questo vale un po' per tutti: adolescenti, ma anche adulti. Per chi fa agonismo questo può voler dire accumulare anche 2 ore in piscina tutti i giorni. Un numero che fa impressione, ma questo perché dimentichiamo che i ragazzini si divertono, e oltretutto lo sport è un modo per socializzare, costruire amicizie", conclude.

L'APPELLO DEI PEDIATRI - La possibilità per i bambini italiani di fare sport, "specie dopo una certa età, si riduce: o si sceglie pre-agonismo ed agonismo, oppure occorre spendere molto. Ecco che lo sport finisce per diventare un discrimine fra chi ha possibilità di spesa e chi non ce l'ha. E ricordiamo che non fare sport incide su sviluppo, obesità e benessere". Non usa mezzi termini Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) e responsabile dell'Unità operativa complessa di pediatria generale e malattie infettive dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, commentando con l'Adnkronos Salute l'alto tasso di abbandono che si registra tra gli adolescenti: fino al 40% a 12-14 anni smette di fare attività sportiva.

"Poi non devono stupirci i dati su obesità e sovrappeso", dice Villani all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo offrire in modo strutturato ai ragazzi la possibilità di fare sport a scuola, organizzare gare, eventi, mettere a disposizione strutture. Altrimenti anche questo aspetto discriminerà quanti non hanno possibilità" di spendere per l'iscrizione a piscine e palestre. Insomma, "c'è molto da fare per contrastare l'abbandono dello sport. Sono fiducioso che il nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza - conclude - si prenderà cura dell'età evolutiva".

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