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Buffon: "La Champions sarebbe la più grande gioia della mia carriera"

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Buffon: La Champions sarebbe la più grande gioia della mia carriera

Il portiere della Juventus Gigi Buffon (Afp)

"Vincere la Champions significherebbe molto per me, sarebbe la più grande gioia della mia carriera assieme alla coppa del mondo del 2006 , sarebbe quasi una ricompensa, la fine di un lungo percorso lastricato di coraggio, testardaggine e duro lavoro". Sono le parole del capitano della Juventus, Gigi Buffon, riguardo al sogno Champions, traguardo che il portierone bianconero ha sfiorato più volte. "Ho sempre voluto vincere questo trofeo -prosegue il campione del mondo in una intervista a Uefa.com-, e sono sempre stato convinto di potercela fare assieme ai miei compagni. Sarebbe grandioso".


Tra la Juve e la finale di Cardiff ci sono però ancora i 90' della gara di ritorno delle semifinali contro il Monaco, una squadra che Buffon invita a non sottovalutare anche dopo lo 0-2 dell'andata. "Attorno al 30' della sfida contro il Manchester City (ottavi di finale ndr) ho mandato un messaggio a uno dei nostri dirigenti scrivendo: 'Potrebbero arrivare in finale, sono molto forti'. Questo dimostra quanto rispetto abbiamo per loro, giocano un calcio energico, fisico e frizzante, hanno giocatori di qualità".

Tra i giocatori più temibili tra le fila dei monegaschi c'è il classe 1998 Kylian Mbappé. "Ci ho già giocato contro agli Europei. Questo è una delle cose positive legate a una lunga carriera, incontrare giovani che non erano neanche nati quando tu già avevi già alle spalle una fetta di carriera -prosegue Buffon-. Ho riflettuto sul fatto che ho conosciuto tre generazioni di calciatori. Ho incontrato giocatori nati negli anni 50' e 60' e chiudo con ragazzi nati negli anni 2000. E' un bel lasso di tempo, è bello sapere che gioco magari coi prossimi Messi o Ronaldo. Quando avrò finito potrò dire di aver incontrato questi campioni a inizio carriera".

Infine, tornando sulla Champions, Buffon conclude. "C'è la voglia di cancellare la sconfitta nella finale di Berlino (contro il Barcellona nel 2015 ndr), ma non posso non ricordare quella del 2003 (la sconfitta ai rigori contro il Milan), tronando a ritroso negli anni le mie motivazioni si fanno ancor più profonde", conclude.



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